Maurizio Disoteo, Musica E Intercultura. Le Diversità Culturali In Educazione Musicale, Franco Angeli, pp. 221, Euro 26,00

Il nuovo libro di Maurizio Disoteo indaga uno spazio complesso, il cui profilo, sul piano internazionale, è in continua definizione. E non potrebbe che essere così. Perché in continua trasformazione sono gli elementi cui quello spazio fa riferimento: le musiche, le educazioni musicali, i processi e i programmi di insegnamento nelle scuole, l’organizzazione politica del sistema didattico. E, andando un po' più sul generale, le culture (con tutto ciò che comprende questo termine: le pratiche, le conoscenze, ma anche l’immaginario, la percezione) e le società. Il libro è edito da Franco Angeli e si intitola “Musica e intercultura. Le diversità culturali in educazione musicale”. Il sottotitolo ferma la riflessione sui termini più rappresentativi del dibattito in corso e ci tira verso una dimensione (ovviamente) multiculturale, che indica uno scenario extra-nazionale e, allo stesso tempo, una realtà composita all’interno di uno stesso paese e di una stessa società. Una rete di realtà che - oggi in modo più evidente e attraverso processi spesso più estremi - hanno in comune probabilmente il fatto di essere composte da “sub-culture”, cioè da insiemi di elementi e processi che comunicano e condividono solo alcune sezioni dei loro panorami esperienziali, sociali, politici. Per questo l’autore suggerisce di ampliare l’orizzonte interpretativo, in quanto, di pari passo con le mutazioni politiche e culturali che caratterizzano le società contemporanee, “si è sviluppata tra gli educatori la coscienza della necessità di farsi carico anche delle forme di diversità che non hanno un’origine ‘etnica’”. Per cui, il libro riflette “le nuove tendenze che si stanno ormai affermando” e che rivolgono l’attenzione a tutte le forme di diversità e che, di conseguenza, ricordano di includere queste ultime “nei progetti pedagogici”. Disoteo impianta la sua analisi su una base internazionale che coinvolge l’Italia, la Spagna, il Belgio, la Francia e la Gran Bretagna. I primi quattro sono stati scelti perché l’autore vi ha svolto alcune esperienze lavorative (ha conseguito un dottorato di ricerca presso l'Université Libre de Bruxelles, è stato docente presso la Scuola Europea di Bruxelles, è stato guest professor di Educazione Musicale Interculturale presso l’Università di Valencia) e perché rappresentano “un panorama diversificato di situazioni rispetto all’educazione musicale interculturale”. Difatti - a dimostrazione che il tema di cui si tratta si sviluppa nel riflesso di cambiamenti culturali più ampi - la Francia e il Belgio “hanno una lunga storia legata alla presenza di minori stranieri a scuola, mentre per la Spagna e l’Italia questa storia è più recente”. In aggiunta a questi quattro paesi è stata scelta la Gran Bretagna, “per la sua importanza nella ricerca scientifica sull’educazione musicale”. Inoltre, “la ricerca britannica ha forti relazioni con gli Stati Uniti, che hanno la più lunga storia in materia di educazione musicale interculturale”. Con questa premessa Disoteo - che è insegnante nella scuola secondaria, ricercatore, docente e formatore - cuce insieme una serie di riflessioni che chiamano in causa le questioni più strettamente legate all’educazione, così come quelle sul dibattito antropologico ed etnomusicologico internazionale. Quest’ultimo aspetto - che l’autore ha già toccato in passato in “Antropologia della musica per educatori”, un libro interessante, ricco di esempi che richiamano le interpretazioni culturalmente determinate degli elementi musicali, uscito nel 2001 per Guerini e associati - è trattato qui con riferimento a John Blacking, etnomusicologo famoso in Italia soprattutto per il suo volume “Come è musicale l’uomo?”, pubblicato nel 2000 da Ricordi LIM. Come ci ricorda l’autore, Blacking “è un autore che offre infiniti spunti di riflessione agli educatori musicali e che ha dedicato anche un’opera specifica alla discussione di temi vicini alla pedagogia” (il cui titolo è “A commonsense view of all music. Reflection on Percy Grainer contribution to ethnomusicology and music education”, Cambridge University Press, 1989). 

Daniele Cestellini