Web Radio: Martino Corimbi e l’avventura di RadiuSupramonte, per la diffusione della musica sarda mediante le nuove tecnologie

Martino Corimbi è un tenace. Nei confronti della musica popolare ha quasi sempre avuto la tendenza a comportarsi da duro e puro, essendo un incorreggibile idealista, che da circa quarant’anni si dedica alla salvaguardia delle tradizioni sarde, negli ultimi decenni rivolgendo particolare attenzione ai canti polivocali confraternali con il Gruppo del “Cuncordu de Orosei”, del quale al presente fanno parte Franco Sannai, Giovanni Rosu e Paolo Burrai. Un Gruppo storico che, nel 2013, è stato scelto come rappresentativo dell’Isola per la realizzazione di un documentario, “ROOTS” (Radici), girato dal regista Paul Fenkart per la BMFI (Bernhard Fleischer Moving Images Film), in collaborazione con il concertista di viola da gamba Vittorio Ghielmi, leader del Gruppo “ Il Suonar Parlante”, dei quali in futuro tratterò in modo più approfondito in uno specifico articolo. Conoscendo l’attenzione di Martino Corimbi per le novità culturali e tecnologiche, non sono rimasto stupito nell’apprendere la sua recente avventura (aprile 2014), che lo ha portato a costituire una web radio dedicata alla musica sarda. Si chiama “RadiuSupramonte” e per ascoltarla basta collegarsi al sito omonimo (radiusupramonte.net). 24 ore su 24 trasmette musiche che hanno a che vedere con l’ingente patrimonio vocale e strumentale della Regione ormai apprezzato in tutto il mondo. Oltre alla musica la Radio intende diffondere programmi d’informazione, con l’intento di promuovere in generale la cultura dell’Isola. 
Martino Corimbi con il gruppo "Cuncordu di Orosei" 
La radio è collegata con i social network tramite i quali, in poche settimane, hanno già mostrato apprezzamento centinaia di utenti, segno che l’iniziativa è risultata gradita. Per quanto riguarda la denominazione della Radio, Corimbi ha voluto evidenziare che è un omaggio a Gianfranco Pintore e Angelo Caria, due intellettuali che, nel 1972, diedero vita a “Radio Supramonte”, che aveva sede in un minuscolo locale situato in via Roma a Nuoro. Erano gli anni della contestazione e dei fermenti indipendentisti. La radio riscosse adesione e successo. Trasmetteva musica tradizionale e al contempo dibatteva di politica, società, emigrazione, poesia, ma anche di lavoro e di problemi legati alla disoccupazione. La Radio dovette chiudere nel 1980, in parte per mancanza di risorse, ma anche perché stavano mutando le condizioni sociali. La web radio per trasmettere non necessita di ripetitori. È quindi un efficace mezzo tecnologico a basso costo (rispetto ai sistemi radiofonici tradizionali) che agisce in “streaming” senza confine, potendo essere ascoltata in qualunque luogo con un collegamento di internet preferibilmente a banda larga. 
Martino Corimbi durante una conferenza
La scelta di una web radio non è casuale, poiché negli intenti del fondatore vi è l’idea di diffondere la musica sarda oltre che tra i propri concittadini anche nella Penisola e nel resto del mondo dove tra l’altro, secondo stime ufficiose, sono sparsi circa 250.000 emigrati sardi. Un “esercito” nostalgico verso la propria Isola d’origine che, tramite la radio, potrà sentire sempre vicina, perché la tecnologia aiuta a rendere i confini geografici più indistinti, abbattendo le distanze. In passato, quando i dischi si vendevano in gran numero, gli emigranti rappresentavano una fetta consistente degli acquirenti di musica tradizionale, intorno alla quale investirono con buon tornaconto diverse etichette discografiche sin dagli anni Trenta del secolo scorso. Martino Corimbi coltivava da tempo il desiderio di aprire una radio specializzata sulla musica sarda, perché conscio di quanto siano utili i media nel veicolare l’informazione verso il pubblico. Nel corso degli anni, in ambito multimediale ha maturato parecchie esperienze. Da giovane si è formato come fotografo e operatore di ripresa; in seguito come regista ha diretto diversi documentari etnografici per conto di televisioni locali. Per la “Frorias” (del cantante Franco Madau) ha curato alcune Collane discografiche, dedicate soprattutto alla polivocalità sacro-popolare. Ha scritto per il teatro. 
Corimbi con Arman e Ghielmi
Ha inoltre avuto modo di collaborare con diversi registi che, in vario modo, hanno documentato aspetti della vita musicale dell’Isola. Come etnomusicologo, parlai di lui e del suo Gruppo nel doppio CD del “Tenore e Cuncordu di Orosei” (“Voches de Sardinna”, 1997, Ed. Winter, con “booklet” tradotto in 6 lingue) e, più diffusamente, nell’opera “Humanitas Musicale Sarda” (1999-2008, con presentazione di Roberto Leydi) nonché in un altro libro dedicato alla polivocalità sarda (2007). Rispetto alla musica popolare, Martino Corimbi è conosciuto in Sardegna come divulgatore e promotore di importanti eventi discografici. Non ha mai avuto problemi a porsi in opposizione alle mode del momento. Nei primi anni Ottanta lo ricordo impegnato a condurre una battaglia culturale, per dare adeguato risalto ai quartetti polivocali del canto orale e per salvaguardare il ballo popolare dalle tendenze moderniste, che in modo arbitrario, in quegli anni, persistevano nel modificare coreograficamente la tradizione.  Oggi in molti ritengono sia un bene conservare le tradizioni, ma in un passato (non troppo lontano) chi si dedicava anima e cuore alla salvaguardia delle culture locali veniva spesso etichettato come invasato o perditempo. 
Vissente Gallus e Martino Corimbi
Martino, in verità, non è mai stato né uno né l’altro. Più semplicemente apparteneva a quanti desideravano evitare che un repertorio così tipico come quello delle tradizioni orali sarde fosse deturpato o gettato alle ortiche in modo squalificante, in nome di un incerto (e talvolta discutibile) modernismo. Lui peraltro poggiava la propria esperienza su basi solide, essendosi formato in un paese simbolo della musica sarda nel quale, per decenni, sono stati attivi due inossidabili maestri: Vissente Gallus (si veda la fotografia) per la danza e il canto “a tenore” e Antonio Maria Nanni per i canti confraternali paraliturgici. Tranne quelle che utilizzano lo “streaming” per allargare il bacino di utenza acquisito via etere, tendenzialmente le web radio non possono contare su ricche risorse finanziarie. Il lavoro viene spesso svolto grazie al volontariato e all’impegno di persone che hanno interesse a condividere gli obiettivi generali della radio. 
Nel caso di “RadiuSupramonte” è opportuno evidenziare l’apporto di Francesco Porcheddu (aiuto tecnico), Nicola Delpiano e Ivan Murgia (per la messa in onda e la parte grafica del sito). Ancora tutto nella Radio è in fermento e si stanno definendo i palinsesti. A breve, inizierà la trasmissione "Voches e Sonos de Sardinna" (Voci e Suoni di Sardegna), curata da Corimbi, ma nella quale si alterneranno ospiti in studio. Dice l’autore che, nonostante le proprie idee sulla musica sarda tradizionale, “… intende parlare al pubblico senza pregiudizi, a 360 gradi, perché tra gli obiettivi da perseguire vi è quello legato alla diffusione della musica nel mondo e della conoscenza delle differenti strutture musicali presenti nei repertori, che sono vari e articolati”. Di conseguenza, gli argomenti trattati riguarderanno la musica strumentale, il ballo, il canto monodico, la polivocalità “a cuncordu”, “a tenore” e la coralità d’ispirazione popolare la quale, sebbene risenta dello stile compositivo colto, si è ormai radicata nell’anima dei sardi. Come riferito, non mancheranno, poi, trasmissioni di approfondimento culturale.  
Martino Corimbi negli studi di RadioSupramonte
Personalmente elogio l’istituzione di “RadiuSupramonte” e auspico che quanti hanno a cuore la valorizzazione della musica sarda possano appoggiare l’iniziativa radiofonica, offrendo un contributo per arricchire il palinsesto anche solo scrivendo o intervenendo via web durante le trasmissioni, perché il calore degli ascoltatori è importante per chi, giorno dopo giorno, si sobbarca gli oneri organizzativi e gestionali. Ciò premesso, dopo quarant’anni di ricerca e di pratica vocale, ritengo che le conoscenze in terra sarda a Corimbi non manchino se riferite ad amici, studiosi, cantori e musicisti. Alcuni produttori discografici locali hanno iniziato a sostenerlo mettendo a disposizione migliaia di musiche da utilizzare per la composizione delle differenti trasmissioni. Certo che, di fronte a un impegno così importante da un punto di vista della diffusione culturale e tenendo conto che Corimbi non avrà tornaconto in termini finanziari, sarebbe meritevole se qualche Ente pubblico (o privato) investisse del denaro non a scopo di lucro per permettere di realizzare trasmissioni o iniziative culturali di spessore. Senza retorica, a Martino Corimbi auguriamo la migliore buona riuscita e il conseguimento di tutti gli obiettivi prefissati, facendo notare che la sua scommessa è importante per una corretta diffusione del patrimonio musicale sardo, ma parallelamente è un esperimento radiofonico che supera i confini regionali in quanto, se reggerà nel tempo, potrebbe divenire seria base di riferimento per quanti vorranno cimentarsi nell’utilizzazione delle nuove tecnologie a favore della diffusione della musica e della cultura popolare. 

Paolo Mercurio

Foto di Martino Corimbi