Hippie Tendencies – Identity (AlfaMusic/Egea, 2014)

Gli Hippie Tendencies nascono nel 2006 dall’incontro tra quattro strumentisti italiani ovvero Marco Cremaschini (tastiere, pianoforte), Cesare Valbusa (batteria), Massimo Saviola (basso elettrico e acustico), Christian Codenotti (chitarra acustica), e la cantante americana Lisa Marie Simmons, i quali dopo aver maturato una intensa esperienza dal vivo, hanno deciso di lavorare su composizioni originali. Pur partendo da un background musicale e culturale differente, questi talentuosi musicisti hanno trovato il loro comun denominatore in un eclettico intreccio tra jazz, funk, e musica pop colta, che nell’evocare a tratti ora agli Steely Dan ora a Joe Jackson, si caratterizza per il timbro caldo ed avvolgente della voce della Simmons. Dopo aver raccolto consensi e successo in Europa e in America con il loro disco di debutto, gli Hippie Tendencies tornano a deliziare il loro pubblico con il secondo album “Identity”, che raccoglie tredici brani, i cui testi sono stati firmati dalla cantante americana, mentre delle musiche a farsi carico è stato principalmente Cremaschi in collaborazione con altri strumentisti. Registrato mixato e masterizzato presso Ritmo & Blu Studios di Pozzolengo (Bs), con l’aggiunta di altre registrazioni presso i DigiTUBE di Mantova, il disco vede la partecipazione di numerosi ospiti tra cui Simone Guiducci (chitarra elettrica), Simone Boffa (chitarra elettrica), Mauro Ottolini (tuba, trombone, flugelhorn, sousaphone, tromba), Fulvio Sigurta (tromba, flughelhorn), Maurizio Giannone (percussion), che contribuiscono in modo determinante ad arricchire le tessiture sonore dei vari brani. Se l’ascolto rivela sin da subito un sound sinuoso ed accattivante, andando più a fondo scopriamo testi dalle liriche profonde, intense, che abbracciano tematiche differenti dall’amore all’introspezione, passando per i problemi di rilievo sociale come l’immigrazione e gli abusi sui minori. Ad aprire il disco è la splendida “Woke Up”, in cui sono racchiuse le motivazioni che sono alla base della scelta del nome del gruppo, e che nel fraseggio evoca nell’ispirazione James Taylor. Si prosegue con la canzone d’amore “Beside Me (Italian Town”, mentre la successiva “Borderline” si fa notare per la sua originale struttura melodica. Le sonorità da big band old time di “Giggin’ Around” ci conducono verso la divagazione in chiave world della percussiva di “Wana Wa Africa”, ma è con “Immigrant” che affronta il duro tema dell’immigrazione. Sul versante delle cover se diverte la bella versione di “Time After Time” di Cyndi Lauper, commuovono “Blowin’ In The Wind” di Bob Dylan e “Here’s To You” di Joan Baez, dedicata agli anarchici Sacco e Vanzetti. Le tematiche sociali ritornano prepotenti con gli abusi sui minori cantati in “Beat”, mentre “She’s Got It” e “Can You Tell” si segnalano per l’eccellente groove che le caratterizza. La conclusiva “Done” sugella un disco senza dubbio coinvolgente che mette in luce tutta la passione e l’energia degli Hippie Tendencies, caratteristiche che si ritrovano poi intatte anche sul palco con le loro sempre apprezzatissime performance. 


Salvatore Esposito