Sonido Gallo Negro – Sendero Mistico (Glitterbeat, 2014)

Formato da nove strumentisti provenienti da Aragon, nella parte orientale di Città del Messico, già protagonisti nei Twin Tones e nei Telekrimen, Sonido Gallo Negro è un interessante progetto musicale che propone una travolgente alchimia sonora elaborata partendo dalla contaminazione tra l’estetica musicale e dal misticismo della Cumbia peruviana degli anni Sessanta e Settanta, con la Cumbia Amazzonica, la Chica, il Boogaloo, il tutto condito da una fortissima attitudine garage. Chitarre elettriche, organo Farfisa, Theremin, flauto, e l’immancabile guiro cubano sono così gli ingredienti principali delle loro composizioni, nelle quali non mancano elementi che evocano ora le colonne sonore dei film spaghetti western, ora la psichedelica, ora ancora la surf music, dando vita ad una miscela esplosiva, già sperimentata nel loro disco di debutto “Cumbia Salvaje” del 2011, e nei loro tanti live act, dove spesso sono accompagnati dall’artista visivo Dr. Alderete. A distanza di tre anni dal loro esordio discografico ritroviamo il gruppo messicano alle prese con il loro nuovo disco “Sendero Mistico”, nel quale hanno raccolto dieci brani ispirati dalle loro ricerche sulla tradizione musicale peruviana e messicana, e sui ritmi africani, che hanno riletto aggiungendovi la loro peculiare cifra stilistica. L’ascolto è caratterizzato dalle atmosfere pirotecniche dei brani che coniugano l’erotismo del ballo a due, con la forza aggregativa della cumbiamba, danza eseguita in circolo dai Chibcha durante la dominazione spagnola, così diventa quasi un obbligo alzare il volume, e quanto meno muovere il piede, se non scatenarsi nel ballo sfrenato. A spiccare in modo particolare sono i tre brani iniziali ovvero “La Patrona” in cui spicca il theremin contrappuntato dal ritmo delle congas, “Serenata Guajira”, caratterizzata dall’intreccio tra flauti andini e chitarre wha-wha, e suggestiva “El Ventarròn” in cui le atmosfere latin si mescolano a spaccati sonori che rimandano alle colonne sonore western di Morricone. Vertici del disco sono però, senza dubbio la desertica “Virgen Del Sol” in cui fanno capolino certi suoni vicino ai Calexico, e l’esplosiva “Inca-A-Delic”, che compendia tutte le istanze sonore e il percorso di ricerca dei Sonido Gallo Negro, gruppo che non mancherà di sorprendere anche gli ascoltatori europei. 


Salvatore Esposito