Sangue Mostro - Guo-Rap (Jesce Sole, 2014)

Nati nel 2006 dalla collaborazione tra Speaker Cenzou, AleZin, Ekspo e 'O Kiatt, i Sangue Mostro, hanno rappresentato una sintesi delle esperienze principali della scena posse della golden age napoletana degli anni novanta, ed oggi, dopo l’ingresso in formazione di Dj Uncino tornano con un nuovo album “Guo-Rap”, che giunge a circa sei anni di distanza dal loro precedente Ep “L'Urdimu Tip”. Questo nuovo ed attesissimo disco raccoglie diciotto brani, che nel loro insieme rappresentano un vero e proprio atto d’amore verso la cultura rap e hip hop, caratterizzandosi per una scrittura vecchia scuola, che coniuga passione e visceralità con tecnica e musicalità. Per l’occasione al loro fianco troviamo numerosissimi ospiti, che impreziosiscono praticamente ogni brano, e che rappresentano il meglio della scena musicale campana ovvero Clementino, O’ Zulù (99 Posse), Ntò, Dj Gruff, PapaJ, Kayaman, Jovine, Napoli Rap Art, Wena, Luis Spada, Kayaman, Op. Rot, Joz, Kimicon Twinz, Oyoshe, Dope One Mc, La Famiglia, Macole, AG, nonché il leggendario rapper americano AG (D.I.T.C) e il pianista Francesco Villani. “Cuo-Rap” è insomma un disco che cristallizza in modo mirabile tutto il rinnovato fermento che anima la scena musicale napoletana, e lo fa partendo dalla realtà che vivono quotidianamente i rapper napoletani, unita a riflessioni profonde sulla società italiana. Dal punto di vista prettamente sonoro, in ogni brano è evidente il rimando alla migliore tradizione underground, il tutto però condito da una grande dose di originalità e freschezza strumentale. Ad aprire il disco è “Tiemp Luntan”, un brano dal sapore classico, quasi soulful che suona come un compendio della storia della storia dei Sangue Mostro, a cui segue “Easy Come Easy Go” con protagonista Papa J, che torna in combo con Cenzou dai tempi di Malastrada, per immergersi in un canto dedicato ai cambiamenti della vita. Luis Spada vestendo i panni del grillo parlante è protagonista poi del beat funk di “Non Me Ne Parlare Proprio”, mentre nell’old school “Rinascimento” protagonista assoluto è Clementino, alle prese con un brano tutto da ascoltare. L’invito ad essere più forti del destino e a muoversi di “Waiting” spinta dal travolgente beat di Herrera e dalla voce di Kayaman, ci conduce poi a “Juoc Money” in cui i Sangue Mostro aprono uno spaccato sul dramma della ludopatia. Il beat futuristico di “Magliari” e la splendida “71” con il piano Rhodes suonato da Francesco Villani ci portano dritto alla jam di “Napoli pt. 3”, che vede protagonista ben quattro generazioni di rapper napoletani tra cui spiccano i prime movers campani “La Famiglia” riunitasi per l’occasione dopo alcuni anni. Successivamente i Sangue Mostro incontrano prima la famiglia Zulù al completo con “Repressione” che racconta storie di rivalse, abusi di potere ed ingiustizie quotidiane, e poi AG (From D.I.T.C.) in “Diggin In Vesuvius”. Non manca una spruzzata di soul con la complicità della talentuosa vocalist Wena in “Pensiero”, ma è con “Tutt Cos Cagna” in combutta con Ntò, che si raggiunge il vertice del disco, non solo dal punto di vista del testo dove spicca lo street poet napoletano, ma anche da quello prettamente musicale. Completano il disco “Non Ci Sono Se” in cui spicca la voce di Valerio Iovine, “Cambio Vita” in cui ritroviamo Francesco Villani, e quel gioiellino che è il funky groove di “Hip Hop Raù” che sugella un disco tutto da ascoltare dall’inizio alla fine, cogliendone ogni minima sfumatura. La rinascita della scena musicale napoletana passa anche da queste parti, statene certi. 


Salvatore Esposito