Fabrizio D’Alisera Quartet – Crossthing (AlfaProjects, 2013)

Sassofonista abruzzese di talento, Fabrizio D’Alisera, vanta un solido percorso di formazione accademica che lo ha visto vincere una borsa di studio per Berklee College Of Music di Bostonm, nel corso dell’edizione 2004 di Umbria Jazz, diplomarsi in sassofono presso il Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento, ed in fine conseguire la laurea in secondo livello con indirizzo “jazz” presso il Conservatorio di Campobasso “Lorenzo Perosi”. Nel corso della sua carriera tante sono state le collaborazioni e i progetti a cui si è dedicato, ma il punto di svolta della sua carriera è arrivato nel 2012 con la pubblicazione del suo primo disco come solista per Alfa Music, “Mr. Jobhopper”. A distanza di quasi due anni lo ritroviamo con un nuovo album “Crossthing”, nel quale ha raccolto otto brani, incisi con il suo quartetto in cui spiccano Enrico Bracco alla chitarra, Maurizio Perrone al contrabbasso e Mario Lineri alla batteria. Rispetto al disco precedente, ciò che appare chiaro, è come D’Alisera abbia acquisito una grande maturità nella scrittura, mettendo in fila sei brani autografi in cui si mescola un gusto modern mainstream tipicamente newyorkese, con una grande padronanza del linguaggio jazz, che gli consente di esplorare insieme al suo quartetto tutte le possibilità espressive, melodiche e ritmiche delle sue composizioni. In questo senso non ci appare casuale la scelta di proporre combinazioni differenti della line-up nel corso dei vari brani, spaziando dal trio con sax, contrabbasso e batteria, al quartetto con l’aggiunta della chitarra ed in fine al quintetto con l’innesto di un altro sax. Durante l'ascolto emerge come ogni brano sia costruito su un tessuto ritmico molto raffinato in cui Perrone al contrabbasso detta i tempi e traccia le melodie, supportato dal drumming impeccabile di Lineri, mentre le voci del sax e della chitarra danno vita ad un interplay di grande suggestione. Ad impreziosire il disco è la partecipazione al sax di Max Ionata, la cui presenza rappresenta un valore aggiunto notevole, consentendo a D'Alisera di dare vita con lui ad un serrato dialogo sonoro come nell' hard bop di “N2”, ma soprattutto in quel gioiello che è la ballad “Dear Now” in cui i due sassofonisti danno vita ad un interplay di grande fascino. Di grande pregio sono anche "The Whaler", "Quarantena", firmata dal chitarrista Enrico Bracco, e lo standard "A Weaver Of Dreams" che ci consentono di cogliere non solo i diversi lati della personalità artistica di D'Alisera, ma anche tutta la versatilità del quartetto, che affronta ogni brano con personalità, mantenendosi ben lontano dai virtuosismi fine a se stessi. La rarefatta "Frame Shop" e l'articolata "I Ain't Nothin' But A Bicycle", completano un disco pregevole che non mancherà di incuriosire ed appassionare quanti, vi dedicheranno la loro attenzione. 


Salvatore Esposito