Enzo Avitabile – Enzo Avitabile Music Life Soundtrack (CNI Music, 2013)

Presentato fuori concorso alla 69° Mostra D’Arte Cinematografica di Venezia, “Enzo Avitabile Music Life”, film diretto da Jonathan Demme, ha rappresentato un vero e proprio evento per la world music in Italia, non solo per la presenza, dietro la macchina da presa, del regista americano già Premio Oscar per Il Silenzio Degli Innocenti, ma anche perché per la prima volta veniva colta in modo superbo la capacità dell’artista napoletano di saper dialogare con le musiche e i musicisti di tutto il mondo, dando vita ad un originale incontro sonoro tra culture diverse. Dopo aver apprezzato il regista americano alle prese con i Talking Heads in “Stop Making Sense”, Neil Young in “Heart Of Gold” e “Trunk Show”, e Bruce Springsteen in alcuni videoclip, scopriamo la sua passione per la musica sincretica di Enzo Avitabile, scoperto quasi per caso come racconta lui stesso: “Stavo ascoltando un programma alla radio mentre guidavo sul George Washington Bridge a New York cinque anni fa, quando ho incontrato per la prima volta la musica di Enzo Avitabile e la mia vita è cambiata. Ero determinato ad incontrarlo, e due anni dopo ho avuto la possibilità di farlo in occasione di un viaggio a Napoli. Decidemmo allora di provare a girare un ritratto musicale su di lui. Il sogno è diventato realtà quando ho avuto la possibilità di tornare a Napoli e Enzo ha invitato musicisti da tutto il mondo per suonare la sua musica. “Enzo Avitabile Music Life” è il risultato di una settimana incredibile trascorsa con questo eccezionale uomo di musica, di un viaggio attraverso Napoli e di uno speciale ritorno al suo magico luogo di nascita, Marianella”. Rispetto ai suoi precedenti film musicali, “Enzo Avitabile Music Life” è però qualcosa di diverso, è un diario di viaggio alla scoperta dell’intensità con la quale il musicista napoletano vive il suo rapporto con la musica. Demme riesce infatti a cogliere la passione e il coinvolgimento con il quale Avitabile racconta la sua vita, le sue radici musicali, le sue ricerche passando dalla sua passione per James Brown, a quella per Pergolesi, fino a toccare i contatti ormai costanti con la world music. Da Marianella alla Napoli greco-romana, dal Cimitero delle Fontanelle al Conservatorio di San Pietro a Majella, fino al Teatro San Carlo, emerge un ritratto intimo di un artista curioso, dalla creatività vulcanica, in continuo movimento. Parallelamente all’uscita del film nelle sale, la CNI ha dato alle stampe anche la colonna sonora del film, che in due dischi raccoglie non solo i brani presenti nella pellicola, ma anche quelli che per motivi di montaggio ne sono rimasti esclusi. Prodotto da Andrea Aragosa, questo doppio album, oltre a documentare dal punto di vista sonoro il film di Jonathan Demma, riprende ed amplia il discorso cominciato in “Black Tarantella” e vede Enzo Avitabile confrontarsi con musicisti di diversa estrazione musicale, dando vita a dialoghi sonori di grande empatia e sensibilità sonora. Si parte dalla voce e dalla chitarra di Eliades Ochoa che duetta con il musicista napoletano in “Tutt’ Egual Song’ ‘E Criature”, per passare poi alla struggente “Tamburo Niro”, in cui affiancato dal l’Orchestra Sinfonica e dal Coro Nova Amadeus, fa risuonare l’ “I Have A Dream” di Martin Luther King dalle periferie dimenticate di Napoli, ai campi di pomodori, fino alla Domiziana. Le sonorità world delle percussioni di Trikolk Gurtu, l’oud di Naseer Shamma, la chitarra di Gerardo Nunez, e il sitar di Ashraf Sharif Khan Poonchwala ci evocano con “Rape Ca T’e’ Utele”, “Lu Cuntu De Li Cunti” di Gian Battista Basile, ma è solo un momento perché Avitabile con “Madonna Nera” ci riporta alla tradizione dei canti devozionali campani. La commozione cresce ancora con “Canta Palestina” proposta in duetto con la cantante palestinese Amal Murkus, e dedicata all’attivista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza dagli jihadisti. Si torna a Napoli con “Quann’ O Vesuvio” in cui brilla il douduk dell’immenso Djivan Gasparyan, a cui seguono “Don Salvatò” e la splendida “Mane E Mane” proposta in duetto con Daby Tourè. Al dialogo di voci, segue quello tutto strumentale di “Berceuse” in cui i fiati di Avitabile incontrano il pianoforte di Bruno Canino. La voce di Idir che brilla in “Nuie E Ll’Acqua” ci introduce al tradizionale “Tammuriata” in cui il musicista napoletano ritrova Zi’ Giannino Del Sorbo, maestro della fronna e del canto sul tamburo. Il violoncello di Mario Brunello è poi protagonista della sontuosa versione di “Napoletana” in cui da vita ad un sorprendente interplay con i fiati suonati dallo stesso Avitabile. Uno dei vertici del disco arriva con “Requiem Pe Nisciùno” in cui un toccante spooken word del musicista napoletano si incrocia con le voci arcaiche dell’Ufficio delle Tenebre delle Confraternite del Miserere di Sessa Aurunca. Pregevole è poi l’incanto acustico che si sviluppa tra la kora di Toumani Diabate e i fiati di Avitabile in “Kora & Kore”, ma ancor di più affascina la lunga suite “Pupularìa” in cui ritroviamo il douduk di Djivan Gasparyan. Sul finale arriva poi lo “Stabat Mater” di Pergolesi diretto da Avitabile e proposto dalla Poliphonica Alphonsiana, che insieme al classico “Votta Votta” con la complicità dei Bottari, chiude questo splendido disco, giusto complemento all’opera magistrale che Demme ha voluto dedicare al musicista napoletano. 


Salvatore Esposito