Giuliana Soscia & Pino Jodice Duet - Sonata Per Luna Crescente, Jazz For Two Keyboards (Barvin Edizioni Musicali, 2013)

Nell’arco temporale di sei anni, l’intensa collaborazione artistica tra la fisarmonicista Giuliana Soscia e il pianista Pino Jodice ha fruttato una serie di dischi preziosi come il pregevole "Il Tango da Napoli a Buenos Aires", "Latitango", il sorprendente "Il Viaggio di Sindbad", in cui hanno esplorato la contaminazione tra jazz e musica araba con la complicità del maestro di oud iracheno Raed Khoshaba e il più recente "Contemporary". Un percorso artistico importante, compiuto fianco a fianco, che ha condotto il duo verso una intesa sempre più solida, in grado di muoversi con agilità tra i territori della contaminazione sonora, e quelli della ricerca. Non ci sorprende, dunque, ritrovarli alle prese con questo nuovo progetto “Sonata Per Luna Crescente”, disco in duo, che a differenza dei precedenti prove in quartetto, questa volta li vede lavorare per sottrazione, mirando all’esaltazione dell’essenzialità dei suoni di pianoforte e fisarmonica. Ispirato all'omonima opera del pittore Normanno Soscia, che si è a sua volta ispirato alla stessa Giuliana Soscia in alcuni suoi lavori pittorici, nuovo album è la cristallizzazione del loro inconfondibile stile, che mira ad esaltare le caratteristiche timbrico-espressive dei rispettivi strumenti attraverso un interplay molto intenso, che evidenzia le loro qualità improvvisative e virtuosistiche. Entrambi, infatti, vantano un lungo percorso artistico alle spalle, e sono accomunati dalla medesima visione della musica e della composizione, e non è un caso che insieme siano stati tra i protagonisti con i loro arrangiamenti e la loro esecuzione in chiave jazz dell'opera “Memento/Momento per Sergio Bruni” curata dal maestro Roberto De Simone. Gli otto brani del disco evidenziano come la loro attitudine all’improvvisazione non sia studiata a tavolino, ma piuttosto proceda in parallelo rispetto alla composizione, ed esalti l’incontro tra le sonorità del pianoforte e della fisarmonica. Non è casuale, infatti, che come sottotitolo sia stato scelto in modo eloquente “jazz per due tastiere”, in quanto entrambi i loro strumenti di elezione sono accomunati dalla possibilità di gestire melodia, armonia ed approccio ritmico, il tutto condito da una osmosi creativa davvero sorprendente, che gli consente di spaziare con agilità dalle sonorità del tango a quelle del jazz, alla sperimentazione sonora, fino a toccare spaccati più intimi e riflessivi. Laddove nell’interplay viene esaltato l’impatto lirico della fisarmonica, il pianoforte si inserisce nel cesellare con eleganza gli spaccati melodici, ma è nell’apertura verso le sonorità del mediterraneo che risiede la radice della sperimentazione di Soscia e Jodice, i quali vi attingono alla ricerca di un linguaggio sonoro originale, riuscendovi in modo sorprendente. Così anche le aperture ai virtuosismi, laddove presenti, diventano l’occasione non per uno sfoggio tecnico fine a se stesso ma piuttosto una marcia in più, segno evidente di una creatività viva e di una capacità di dialogo musicale, davvero sorprendente. Basta ascoltare brani come “Contemporary Tango”, o la superba “A Different Way” o ancora la conclusiva “Giuly” per comprendere quale sia l’affresco sonoro dipinto da Giuliana Soscia e Pino Jodice, che con questo disco hanno senza dubbio realizzato la loro opera più compiuta ed intensa, sotto il profilo compositivo, artistico e creativo. 


Salvatore Esposito