Francesco Maggisano, Note Di Gusto, ebook distribuzione online, pp. 98, Euro 5,49

Quando una decina di anni fa debuttò sul satellite il canale RaiSat Gambero Rosso, fu piccolo grande evento, non solo perché era uno dei primissimi canali monotematici di mamma Rai, ma anche perché era il primissimo ad essere dedicato solo ed esclusivamente alla cucina, intesa non solo come riscoperta delle tradizioni regionali, ma anche per scoprire i segreti e le ricette dei principali chef italiani. Negli ultimi anni, complici alcuni talent show di successo come Masterchef, e i tanti programmi di cucina, più o meno validi, che popolano i nostri canali televisivi, da qualche anno l’enogastronomia ha ritrovato una sempre più consona collocazione nell’ambito della cultura. Così se gli anni ottanta ci avevano portato in dote la moda del fastfood, oggi sempre di più si tende a riscoprire l’importanza del mangiar bene, inteso non solo come semplice occasione conviviale, ma anche come momento di esaltazione del concetto di gusto. In questa fortunata scia della riscoperta dell’enogastronomia come fatto culturale, si inseriscono anche alcune interessanti libri che vendono mescolarsi e confrontarsi cucina e musica. L’ultimo della serie è “Note Di Gusto” di Francesco Maggisano, giornalista de L’Isola Che Non C’Era ed autore di diverse pubblicazioni in ambito enogastronomico, il quale analizzando oltre cento brani della canzone italiana, ha dato vita ad un originale “menu di canzoni”, analizzando tutti quei brani della canzone italiana, in cui si canta di cibo, bevande ed occasioni che portano gli uomini a consumarli. Ne è nato una sorta di “ristorante sonoro” in cui ci viene presentato un ricchissimo menu in cui i brani sono organizzati, partendo dai primi piatti, i secondi, i contorni, fino a toccare i dolci e le bevande, il tutto concluso da una serie di luoghi e situazioni particolari dal punto di vista gastronomico. Di ogni brano viene fornita dapprima una dettagliata descrizione con tutti i dati di pubblicazione del disco, dell’interprete, e successivamente viene messo in luce il rapporto sociale, linguistico e culturale che lega il brano al mondo dell’enogastronomia. Scopriamo così la ricchezza dei “Cannelloni” di Giorgio Conte, “’A Pizza” di Giorgio Gaber, gli “Spaghetti a Detroit” di Fred Buongusto, passando per la “Carne Umana Per Colazione” di Francesco De Gregori, e “’A Cimma” di Fabrizio De Andrè, fino a giungere “Al Gelato Al Limon” di Paolo Conte, il tutto ovviamente innaffiato dal “Il Vino” maledetto di Piero Ciampi. Il libro scorre piacevolissimo nella lettura, e regala momenti di puro godimento tra aneddoti, racconti ed interessanti analisi socio-culturali, ma vale la pena dotarsi di un lettore audio, o quantomeno di Spotify per poter accompagnare nel modo più giusto lo scorrere le pagine, e magari riscoprire qualche perla dimenticata della canzone italiana. 

Salvatore Esposito