Carolyne Mas, N'Importe Quoi, Roma, 10 Gennaio 2014 Late Show

La recente pubblicazione di "Across The River", per l'etichetta italiana Route 61, ha rappresentato per Carolyne Mas qualcosa di più di un comeback album, ma piuttosto l'inizio di una nuova fase artistica caratterizzata da rinnovato entusiasmo ed ispirazione, una rinascita a tutto tondo non solo come cantautrice, ma anche come pregevole interprete. Tutto ciò è stato confermato dal grande successo riscosso dalle prime tappe del suo tour italiano, che dopo la data di debutto a Napoli, l'ha vista protagonista a Roma nella suggestiva cornice del N'Importe Quoi, minuscola quanto fascinosa libreria ai margini del Quartiere Ebraico, sede di performance live cult della scena musicale della Capitale, e per l'occasione piena in ogni ordine di posti, tanto da richiedere l'aggiunta di un late show per accontentare, almeno in parte, le tante richieste di prenotazione giunte già molti giorni prima dell'evento. A rendere ancor più particolare questo doppio concerto romano, è stata anche la presenza del giornalista Stefano Mannucci, che tra un brano e l'altro ha stimolato Carolyne Mas, con alcune interessanti domande, ricostruendo insieme a lei il suo vissuto artistico. 
Ne è nato un concerto intenso, ed intimo nel quale le canzoni di “Across The River” sono state intercalate da ricordi, aneddoti, e storie personali, riportandoci in dietro nel tempo alla fine degli anni settanta, alla New York dove Carolyne Mas mosse i suoi primi passi, e che la vide sbocciare dal punto di vista artistico. Sedendo al pianoforte, circondata dal pubblico ed accompagnata da Daniele Tenca e Heggy Vezzano alle chitarre, la cantautrice americana ha riproposto quasi per intero il suo nuovo album, a partire dalla trascinante "Dizzy From I-IV-V", cantata a cappella, che ha aperto lo show, passando per il travolgente swing di "That Swing Thing" con la chitarra di Vezzano in gran spolvero, fino a toccare una superba versione di "Sittin' In The Dark, condita da una serie di ricordi dei giorni grandiosi del Greenwich Village. 
Carolyne Mas imbraccia poi la chitarra ed è la volta di “Under The Boardwalk” dei Drifters, che brilla nella sua versione dalle venature soul rock, ancora qualche aneddoto legato ai suoi amori giovanili, e si passa poi ad uno dei vertici della serata quella “Across The River” di Willie Nile, che da titolo al disco, e che ci racconta la New York degli ultimi, tra lieve poesia e un velo di malinconia. La dolce ballata “In A Box”, di recente composizione, apre la strada prima a “So Hard To Be True” e poi ad una torrida “Witch Blues” di Steve Forbert, con una Carolyne Mas ispiratissima nel cantato, fino al travolgente finale con lei in mezzo al pubblico a concludere alla grande il brano. Chiude il concerto “New York City Serenade” di Bruce Springsteen, in una versione intensa, quasi sofferta, che apre un altro spaccato sulla grande mela degli anni settanta. Sono fotografie di giorni che non torneranno più, ma nella voce di Carolyne Mas sembrano ancora vivi, e la sua passione nel canto ci concede di immergerci in quell’atmosfera lo spazio di un concerto, facendoci toccare con mano l’ispirazione, la poesia e l’amore per l’arte che si respirava nelle strade del Village in quei giorni. Il Late Show romano di Carolyne Mas è stato anche l’occasione per vedere all’opera dal vivo due giovani musicisti italiani di grande talento ovvero il cantautore Daniele Tenca e il chitarrista Heggy Vezzano, che hanno accompagnato la cantautrice americana, con misura e passione, regalando al pubblico romano anche un brano tratto dall’apprezzato “Blue For Working Class”. Insomma, un concerto memorabile, che resterà a lungo nella memoria di quanti hanno avuto la fortuna di assistervi. 


Salvatore Esposito