Enrico Deregibus, Chi Se Ne Frega Della Musica?, Nda Press – Collana Contrasti, pp.256, Euro 15,00

Giornalista e collaboratore di numerose testate nazionali, nonché già vicedirettore de L’Isola Che Non C’era, Enrico Deregibus, è senza dubbio uno dei più profondi conoscitori della canzone d’autore in Italia, non solo per averla promossa attraverso importanti manifestazioni e festival come Il Premio Bindi, del quale è direttore artistico, ma anche per averla seguita, studiata e sviscerata in tutte le sue forme dalle pagine dei giornali per cui lavorava e lavora, a quelle dei suoi pregevoli libri, come la biografia di Francesco De Gregori “Quello Che Non So, Lo So Cantare” (Giunti Editore) e l’indispensabile "Dizionario Completo Della Canzone Italiana", pubblicato sempre da Giunti. Il giornalista piemontese di recente ha dato alle stampe per i tipi di Nda Press, “Chi Se Ne Frega Della Musica?”, volume antologico che raccoglie e documenta vent’anni di attività tra articoli, ritratti, interviste, note, e riflessioni sulla musica italiana, una sorta di zibaldone, insomma che compendia non solo vari generi musicali, ma offre una panoramica dettagliata ed esaustiva su quello che è stato e quello che è lo stato dell’arte della musica nella nostra penisola. Suo complice in questo prezioso volume è lo scrittore Gianluca Morozzi, con il quale Deregibus dà vita ad un viaggio a ritroso nel tempo, caratterizzato dall’ intercalarsi continuo di storie e parole, composto da tante tessere di mosaico che il lettore può divertirsi a comporre e ricomporre a proprio piacimento, cominciando a leggere non necessariamente dall’inizio. La particolarità di questa raccolta antologica è che ogni articolo, intervista o recensione, è introdotto da un commento dello stesso giornalista piemontese, il quale non risparmia anche un pizzico di sarcasmo o di autocritica nel rivedere le sue posizioni espresse all’epoca. Non mancano anche articoli inediti come quello tanto caustico quanto riuscito su Vinicio Capossela, in cui Deregibus, o pezzi ben noti come quello dedicato a Fabrizio De André, trasformato dal pubblico, dalla critica, e da tanti suoi colleghi musicisti in un santino da tirare fuori in ogni occasione, o ancora l’intervista non-sense con il poeta e paroliere Pasquale Panella. Il volume regala però altri pezzi di giornalismo molto gustoso, dedicati orai ai grandi vecchi della musica italiana come Francesco De Gregori, Paolo Conte, Ivano Fossati, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, Luigi Tenco, e Mina, ora ai nuovi idoli da stadio come Vasco Rossi, Jovanotti e Ligabue, ora alle realtà della scena indipendente dagli Afterhours, ai Baustelle, passando per Benvegnù, e Massimo Volume, fino a toccare Luci della Centrale Elettrica. Non manca anche uno guardo verso realtà più pop come gli 883, su cui precisa Deregibus precisa di essersi ricreduto negli anni successivi, ed uno verso le tante realtà che hanno fatto la canzone d’autore in Italia come il Premio Tenco e il MEI. Nonostante il titolo provocatorio, mutuato da una canzone di Caparezza, Deregibus con questo libro ci racconta in modo originale, e con il suo stile brillante, vent’anni di musica italiana, e lo fa con il piglio di chi da trent’anni ha lottato e combattuto per la diffusione della cultura. Assolutamente consigliato! 



Salvatore Esposito