Erica Arosio e Giorgio Maimone, Vertigine, Dalai Editore, pp. 501, euro 15,90

Dopo il sorprendente esordio con “L’Uomo Sbagliato”, uscito per i tipi de La Tartaruga, la scrittrice e giornalista Erica Arosio torna con un “Vertigine” nuovo romanzo, scritto in coppia con il collega Giorgio Maimone, ben noto per essere stato uno storico caporedattore del Sole24Ore e per essere l’animatore di Bielle, sito dedicato alla canzone d’autore. Si tratta di un romanzo noir, ambientato nella Milano di fine anni cinquanta, e precisamente nell’inverno del 1958, un città prossima al boom economico ma che ancora sente forti gli strascichi della guerra, una città densa di fascino, in cui la nebbia avvolge i protagonisti in un aura hitchcockiana di grande suggestione. Protagonista della storia è Greta Morandi, avvenente avvocato penalista, spregiudicata nelle aule di tribunale ma insicura e debole in amore, mentre a farle da assistente è un ex partigiano Mario Longoni, meglio noto come Marlon. La scintilla del romanzo arriva quando alla porta dello studio della Morandi si presenta, Iole, donna bellissima ed amante di un industriale, morto da poco, ma il cui decesso lascia molti sospetti. La storia, mescolando tutti gli ingredienti del miglior giallo all’italiana, ci regala lungo il suo intreccio un indagine densa di suspance in cui protagonista è l’avventuriero Tom Dubini, il suo protagonista, mentre a puntellare il tutto troviamo personaggi altrettanto affascinanti come il commissario, o un’antiquaria con la passione per le perle, ma soprattutto Milano, che sullo sfondo si svela in tutte le sue contraddizioni, dalla mala alle bische clandestine, passando per gli ambienti corrotti, i cinema fumosi, le belle commesse della Rinascente, e le maitresses delle case chiuse, che la legge Merlin rese illegali proprio in quei giorni. Nel libro non mancano accenni al fermento culturale di quegl’anni, con Enzo Jannacci, Dario Fo, Luciano Bianciardi, Giorgio Strehler, Uliano Lucas, Giorgio Gaber, Fontana, Pietro Manzoni, e muovendosi tra noir e feuilleton, si svela in tutta la sua carica coinvolgente nel raccontare una Milano ormai lontana nel tempo, ma mai dimenticata. Ogni personaggio viene delineato con cura, ed ogni personalità emerge in tutta la sua complessità senza mai passare in secondo piano, ma piuttosto diventando parte integrante di un affresco narrativo di grande pregio. Insomma “Vertigine” è un giallo di altri tempi che non mancherà di appassionare quanti vi si avvicineranno. 


Salvatore Esposito