Danilo Zanchi Trio - Looking Ahead (AlfaMusic/EGEA, 2013)

Da tempo attivo nella scena jazz italiana, Danilo Zanchi è un chitarrista romano con alle spalle un solido percorso di formazione, speso tra gli studi al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone, dove ha conseguito la laurea in chitarra jazz e numerosi corsi e seminari. Già vincitore nel 2008 della borsa di studio nel Concorso per Giovani Talenti Solisti “Premio Massimo Urbani”, il chitarrista romano negli anni ha avuto modo di seguire i corsi tenuti dal chitarrista e compositore brasiliano Guinga e di collaborare con numerosi artisti italiani. Lo scorso giugno la sempre lungimirante etichetta jazz, AlfaMusic, ha dato alle stampe “Looking Ahead” il suo disco d’esordio, che raccoglie otto brani in cui si apprezza a pieno come la sua ricerca musicale tenda a staccarsi dagli stilemi tradizionali del jazz, per aprirsi ad una fusione tra quello di matrice afroamericana e le tendenze d’avanguardia delle sonorità europee. Al suo fianco per l’occasione troviamo due musicisti di grande esperienza come il grande Ares Tavolazzi (contrabbasso), ormai una pietra miliare della musica italiana e l’americano John Arnold (batteria) le cui collaborazioni di livello internazionale spaziano da Chet Baker a Steve Grossman passando per Lee Konitz e John Pattitucci. A riguardo lo stesso Danilo Zanchi, nelle note di presentazione al disco, scrive: “John e Ares sono il mio trio ideale. Con John avevo già collaborato nel 2010, sempre nel mio trio, con una notevole affinità musicale ed umana, ed è stato da subito contento di registrare le mie composizioni per il disco. Ares è stato sempre un mito per me…! Ciò che più mi piace di lui è il grande eclettismo ed il suo riuscire a calarsi completamente nella musica. Anche lui ha accettato con entusiasmo la proposta di unirsi nella formazione per lavorare sui miei brani, e lo ringrazio per i buoni consigli che è riuscito a darmi!”. L’ascolto di “Looking Ahead” ci svela tutta la maturità artistica, che anima tanto la scrittura quanto soprattutto l’eclettico approccio chitarristico di Danilo Zanchi, in grado di passare con disinvoltura dai virtuosismi strumentali più estremi alle ballate più intense e liriche, il tutto mantenendo sempre intatte le timbriche profonde ed inconfondibili che caratterizzano il suo stile. Sin dal primo ascolto, oltre alla particolare cura con cui è stato registrato, emerge chiaramente come di fronte a noi ci sia un trio vero e proprio, che brilla per un notevole interplay nel quale la sezione ritmica di Tavolazzi e Arnold sviluppa in modo superbo ogni idea ed ogni intuizione musicale di Zanchi, segno evidente di una grande empatia strumentale, ma anche della preparazione altissima di tutti i musicisti in campo. Nel corso dei brani si spazia così da atmosfere rarefatte e dense di poesie, a momenti in cui maggiore è la sperimentazione sonora e più ardite sono le soluzioni chitarristiche, ma ciò che sorprende è la capacità di Danilo Zanchi di saper esplorare modi sonori nuovi, alla ricerca di un personale linguaggio sonoro. Alla fine completato l’ascolto si ha la sensazione, di aver percorso insieme al chitarrista romano un tratto della sua ricerca sonora, che non si ferma al disco, che è solo una tappa del suo camino, ma prosegue dal vivo alla ricerca di nuovi traguardi e sempre più ambiziosi. 


Salvatore Esposito