Sergio Bruni – ‘O Masto ‘e Napule” (CNI Music, 2013)

Sono passati dieci anni dalla scomparsa di Sergio Bruni, voce tra le più intense e belle della canzone napoletana, e per celebrarne la memoria lo scorso 21 ottobre il Teatro San Carlo di Napoli ha ospitato un opera musicale intitolata "Memento/Momento per Sergio Bruni”, curata da Roberto De Simone e portata in scena da Nino D’Angelo, con gli arrangiamenti di Mimmo Napolitano, Antonello Paliotti, Giuliana Soscia, Pino Jodice, ed Enzo Campagnoli, che hanno rivisitato attraverso contaminazioni sonore i brani più importanti del suo repertorio, in uno spazio scenico unico curato da Mimmo Palladino e David Iodice. Parallelamente è arrivato nei negozi anche il libro "Mio Padre Sergio Bruni” scritto dalla figlia Bruna Chianese, ed edito da Compagnia Nuove Indye in collaborazione con la Fondazione Sergio Bruni, e nel quale viene ricostruita la vita artistica e non del grande cantante napoletano. Si tratta di un libro intenso e partecipato, che lontano da ogni enfasi o retorica ci racconta la storia intima e vera di un uomo, un padre, un marito, ed un musicista, visto attraverso gli occhi di una persona che ha vissuto al suo fianco ogni momento, brutto o bello che fosse, condividendone la vita quotidiana, e i successi, e confrontandosi con la sua forte personalità, dolce ma allo stesso tempo rigorosa e tenace. Si scopre la lunga e faticosa carriera, il suo riscatto umano e sociale dopo l’infanzia poverissima, l’impegno nello studio e nel canto, ma soprattutto la sua forza nel voler diffondere la cultura e le tradizioni della sua terra. Ad impreziosire il tutto, oltre ad un ricco apparato fotografico, ci sono le testimonianza ed i ricordi di amici e colleghi, che hanno lavorato al suo fianco durante la sua lunga carriera. Alle parole del libro si accompagna poi il disco “ ’O Masto ‘e Napule”, che attraverso quattordici brani ripercorre la sua lunga parabola artistica, e mai titolo fu più efficace di quello scelto, evidenziando in modo molto chiaro come negl’anni Sergio Bruni, sia diventato con il suo talento un vero e proprio simbolo della canzone napoletana. Nelle sue canzoni ritroviamo una Napoli che si apre ai nostri occhi come un palcoscenico, proprio come quello cantato nella canzone omonima contenuto nel disco, una Napoli che rimanda alle Commedie di Eduardo De Filippo, una città dolce, ma anche cruda ed amara come poche. Lo stesso Eduardo De Filippo in una dedica al suo amico fraterno Sergio Bruni, scrisse: “'A ggente sà che dice?/Ca tu sì 'a Voce 'e Napule/e sà che dice pure?/Ca Napule songh'io!/E si tu si 'a voce 'e Napule/e Napule songh'io,/chesta che vene a dicere? Ca tu si 'a vocia mia...”, quasi a voler ricalcare quella stretta connessione che c’era tra i suoi testi teatrali e le straordinarie interpretazioni del cantante napoletano. L’ascolto ci regala perle struggenti come l’iniziale “Carmela”, che fu uno dei suoi più grandi successi e sancì la storica collaborazione con il poeta Salvatore Palomba, ma anche perle dimenticate come “Suonno a Marechiaro”, portata al Festival di Napoli, canzoni di grande successo rimaste nella memoria collettiva come “Maruzzella”, “Marechiaro”, “Scalinatella” e quella “A Rumba De’ Scugnizzi” di Raffaele Viviani, che nella sua versione ha trovato la sua cristallizzazione più pura. Completa il disco l’inedita “Ave Maria”, una preghiera commossa, cantata con quella intensità e quel trasporto di cui solo Sergio Bruni era capace, e che ci restituisce integro tutto l’amore che lui aveva per l’arte e la canzone della sua terra. 


Salvatore Esposito