Anna Calvi – One Breath (Domino, 2013)

Mi piace Anna Calvi. Mi piace perché è una artista vera, e una brava chitarrista. Mi piace la levatura artistica della sua proposta, così come non mi dispiace l'ambizione di un disco che sconfina tra i generi. Certo forse è un po’ troppo prodotto, ed è troppo di testa e poco di pancia, ma il suo stile chitarristico è eccellente, così come il suo cantato lontano dai cliché. Sono convinto che farà un grande terzo disco, quando accetterà la semplicità che è dentro l'essere umano, e che rende l'essere umano. Non mi piace quando a tutti i costi sembra voler stupire il mondo, con mixaggi arditi e poco godibili, spinti ai limiti del piacere, fino a sembrare inefficaci e molto digitalizzati. Non mi piace quell'aria da anni ottanta che la bella Anna sparge a piene mani sul disco, e sulla sua immagine, quel voler girare indietro le lancette del tempo che invece va inesorabilmente avanti. Forse il produttore ha esagerato, ma purtroppo il disco è out of focus, come una torta che troppo carica diventa disgustosa. Succede. Son convinto che il prossimo sarà il disco della rivincita per Anna! “One Breath” è un disco che cresce ascolto, dopo ascolto, ma di questi tempi si fa fatica a concedere una seconda o una terza possibilità e comunque, tra mixaggio e mastering è stato tenuto un equilibrio troppo fracassone, che non aiuta le dinamiche che la brava e bella Anna riesce a creare. Buon lavoro del batterista, con toni scuri e moderni, un poco sottotono la parte chitarristica che nel primo disco aveva fatto intravedere cose splendide. Un disco che manca di qualche canzone liberatoria e libera.


Antonio "Rigo" Righetti