Andrea Tarquini - Reds! Canzoni di Stefano Rosso (Enriproductions/SELF, 2013)

Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Stefano Rosso, e se si eccettua il pregevole libro curato da Mario Bonanno, si è solo avuto modo di costatare che è proseguita inesorabilmente quell’opera di rimozione che ne aveva caratterizzato il vissuto artistico in vita. Nonostante sia convinto che il cantautore romano, ovunque sia, preferisca tutto questo piuttosto che finire di essere strumentalizzato per un premio o per un concerto, ritengo che avrebbe meritato quanto meno di essere ricordato in modo più degno dagli addetti ai lavori. Nessuno forse avrebbe preteso un programma tv sulle reti di stato, o uno speciale notturno del telegiornale, ma qualcosa, qualsiasi cosa avesse avuto il potere di preservarne la memoria doveva essere fatta. A colmare questo vuoto è uno dei suoi allievi storici, Andrea Tarquini, che alla scuola di Stefano Rosso apprese il fingerpicking, e che oggi rende omaggio al suo maestro con “Reds! Canzoni di Stefano Rosso”, disco che raccoglie dieci brani dal repertorio del cantautore romano, più un inedito. Prodotto con la supervisione artistica di Paolo Giovenchi, il disco è stato inciso a Roma tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 e vede la partecipazione di alcuni eccellenti strumentisti tra cui vanno menzionati Beppe Gambetta (chitarra), Luca Velotti (clarinetto), Carlo Aonzo (mandolino), ed Anchise Bolchi (violino). Ad aprire il disco è la splendida “E Intanto Il Sole Si Nasconde” cantata in duetto con Luigi Grechi e caratterizzata da un eccellente arrangiamento in cui brilla l’ottima tessitura acustica delle chitarre. Si prosegue con lo spaccato di Trastevere di “Pane e Latte” in cui brilla il mandolino di Carlo Aonzo, la disincantata “Anche Se Fosse Peggio” il cui arrangiamento rimanda alla musette francese, e l’impegnata “C’era Una Volta e Ancora C’è”. Il vertice del disco arriva con “Ancora Una Canzone”, uno dei brani più personali ed intensi di Stefano Rosso, che nella versione di Andrea Tarquini si arricchisce del clarinetto di Luca Velotti. Se la canzone politica ritorna con “Bologna ‘77” in cui viene evocata la storia di Giorgiana Masi, studentessa e militante radicale uccisa a Roma nel 1977, ritroviamo Trastevere nel bluegrass di “Via Del Tempo” in cui la chitarra di Tarquini dialoga con quella di Beppe Gambetta. Altra perla del disco è l’inedito di Stefano Rosso “C’è Un Vecchio Bar”, mai incisa dall’autore e in cui ancora una volta è protagonista Roma, e il famoso Bar San Callisto. Sul finale arrivano poi il country rock di “Milano”, che trova nuova vita in questa nuova veste country, lo strumentale “Ho Capito Come” composto dallo stesso Andrea Tarquini e dedicato a Stefano Rosso, e il cassico “Letto 26”, proposta in una veloce versione bluegrass incisa dal vivo in studio, con il banjo 5 corde suonato dal cantautore romano. Insomma “Reds! Canzoni di Stefano Rosso” è un disco pregevole, che esalta e valorizza la bellezza e la profondità delle canzoni del cantautore trasteverino, e siamo certi che nessun’altro se non Andrea Tarquini avrebbe potuto fare meglio, da profondo conoscitore della sua scrittura e delle sue passioni musicali. 


Salvatore Esposito