Artisti Vari – Musica Nelle Aie 2013 (Galletti-Boston, 2013)

“La Musica nelle Aie è nata come un sogno, che anno dopo anno si avvera intorno a noi, portandoci musiche e canti legati alla terra e alla ciclicità della natura e il vento che bisbiglia questi canti e queste danze, ci immerge in un mondo lontano che però risuona in noi come se ci fosse vicinissimo, perché è l’origine da cui veniamo e la meta a cui tendiamo… Ed il sogno come il vento continua”, così si legge nelle note di copertina della raccolta “Musica Nelle Aie 2013”, che raccoglie i brani dei gruppi e degli artisti, che hanno preso parte all’omonimo folk festival, che si tiene annualmente a Castel Raniero, e queste ci sembrano è le parole più giuste per raccontare lo spirito che anima questa bella realtà. Come già accaduto lo scorso anno, anche quest’anno abbiamo l’opportunità di immergerci nell’atmosfera di questo festival, ascoltando una bella compilation di brani folk, nell’accezione più ampia, spaziando dalle connessioni con il rock dei Marmaja alla canzone d’autore di Piccola Banda Brigante, passando per la tradizione bretone dei bergamaschi Abacà, al fado delle brave Portofado, fino a toccare la musica popolare più pura dei Taverna de Rodas. Non mancano anche qualche incursione nella musica da ballo con Orchestra la Rumorosa, l’Orchestrona SMP Folimpopoli e i veneti Ande, Cante e Bali, e nella canzone d’autore con Tizio Bononcini, così come ben rappresentata è anche la scena irish-folk con “Fire Down Below” dei Marcabru. Belle sorprese ci arrivano dai Krasì che propongono “Rondinella” e da Le Mosche che invece riproponongo “Lu Triste Furese”, brano tradizionale salentino, nonché dal progetto Etnoritmo di Paolo Farina del quale riascoltiamo volentieri “Ball I Ball”. Completano questa interessante compilation, i friulani Luna e Un Quarto , il violinista Vladimiro Cantalupi e la brillante “Morettina” de La Banda Del Grel. Sebbene sia una compilation relativa ai soli partecipanti del festival, “Musica Nelle Aie 2013” ha il pregio di offrirci una visione non convenzionale della scena folk e trad in Italia, mettendo insieme realtà note e qualche bella realtà meno famosa, aprendo così l’ascoltatore alla curiosità di altri approfondimenti sonori. 


Salvatore Esposito