Mavis Staples - One True Vine (Anti, 2013)

Certo che non si può chiedere nulla a una cantante come Mavis Staples, con dentro la gola una voce, che emoziona appena la senti, a qualsiasi livello, esattamente tra il sacro e il profano. Lei, che ha fatto musica con suo padre Pops Staples e le sorelle, capaci di fare sermoni in musica, e che spostavano la percezione delle persone verso l’aspetto spirituale della vita, senza retorica e senza costrizioni, in modo naturale. L’Anti, etichetta che pubblica la Staples e altri grandi, dal canto suo, dopo aver preso in scuderia Tom Waits mi rende davvero invidioso circa il percorso di valore intrapreso, e mi fa pensare con sfumature di blues, adeguatamente urbano al panorama delle etichette italiane. L’idea stessa di rendere redditizia una attività così bella e nobile. Insomma, sembra davvero troppo. Il disco sotto il nostro microscopio, ha le tinte del gospel più sano, che attinge da un lato a una scelta di pezzi davvero interessante, come l’anthem dei Funkadelic di George Clinton “Can You Get To That” e dall’altro a brani originali come quello firmato da Nick Lowe “Far Celestial Shore”. La produzione è affidata all’estroso Jeff Tweedy, che in questo caso si avvale del figlio alla batteria, e confeziona un disco, che se proprio ha un difetto è nella formulazione di un canone come quello creato da Rick Rubin con Johnny Cash, se ci pensate, è il “difetto” di diversi dischi, che poi forse difetto non è. Il mio contratto di fiducia non estinguibile con la signora Mavis è iniziato la prima volta che ho visto “The Last Waltz”, e da allora si è rinnovato ad ogni ascolto della versione celestiale e inarrivabile del capolavoro della Band “The Weight”, nella versione interpretata dagli Staple Singers di Pops Staples. Sentire il tiro e la potenza spirituale della voce della Mavis mi ha sempre mosso emozioni che faccio fatica a razionalizzare, la potenza di un canto di libertà e di giustizia, di dolore ma anche di reazione a una ingiusta visione del mondo. In diversi episodi di questo bel disco il contratto si rinnova!


Antonio "Rigo" Righetti