Orchestra Di Piazza Vittorio, Villa Ada, Roma, 19 Luglio 2013

Dopo il grande successo riscosso al Festival Nuits de Fourvière di Lione con il debutto mondiale della Carmen, l’Orchestra di Piazza Vittorio diretta da Mario Tronco, si è esibita a Roma nella bella cornice di Villa Ada, per la rassegna Roma Incontra Il Mondo. Nonostante le condizioni atmosferiche non eccezionali avessero fatto temere la cancellazione del concerto, con l’area riservata agli spettacoli resa quasi impraticabile dal fango, l’Orchestra Di Piazza Vittorio ha dato vita un magnifico concerto, nel corso del quale hanno non solo hanno ripercorso le tappe principali della loro ormai ultradecennale attività, andando a rispolverare diversi brani tratti dai loro dischi precedenti, ma hanno offerto al pubblico la possibilità di ascoltare alcuni brani tratti dal loro ultimo album L’Isola Di Legno.
Nel corso della serata si è avuta la possibilità di toccare con mano come l’Orchestra di Piazza Vittorio sia un collettivo musicale in continuo movimento, ed in questo senso rispetto ai vari dischi incisi negli anni si nota come dal vivo i brani continuino a crescere arricchendosi di nuove timbriche e nuove soluzioni stilistiche. La loro visione della world music vista come musica globale si apre continuamente al dialogo tra le diverse tradizioni musicali a cui sono legati i vari musicisti. Il palco è più che lo studio è il luogo in cui l’Orchestra diretta da Mario Tronco, trova la sua collocazione più giusta e la sua crescita e non è un caso che gli organizzatori del Womad, nonostante avessero già chiuso il cartellone abbiano voluto fortemente che l’ensemble multietnico fosse inserito nel programma per presentare la loro peculiare versione de Il Flauto Magico di Mozart, con il quale tanto successo hanno riscosso negli ultimi tempi.
Chi ha avuto la fortuna di vedere il concerto dello scorso 19 luglio ha così assistito non semplicemente ad un concerto ma ad una festa multiculturale nella quale i ritmi e le sonorità dell’Oriente hanno abbracciato il Mediterraneo e poi il Sudamerica, dando vita ad un viaggio sonico di grande intensità, guidato magistralmente da Mario Tronco e in cui spesso si ci imbatte in echi di jazz, pop, rock e reggae. Definita, a buon diritto, come la progenitrice di tante orchestre multietniche che hanno proliferato in Italia in questi anni, l’Orchestra di Piazza Vittorio ha ancora una volta dimostrato di avere un sound unico, originale, e senza dubbio difficilmente imitabile, con buona pace di quanti si sbattono per dare vita a qualcosa che in qualche modi li ricordi, purtroppo senza riuscirci. L’unicità è un marchio di fabbrica e l’Orchestra di Piazza Vittorio sembra lavorare costantemente nel difenderla.



Salvatore Esposito