The Shouting Matches - Grownass Man (Middle West)

No, non è il side project del golden boy Justin Vernon, responsabile del grande impatto della sua invenzione Bon Iver. E’ più l’affiorare di una sana voglia di fare musica senza una direzione precisa, da parte di tre musicisti capaci di far sentire dei suoni notevolmente calibrati (basse frequenze ben delineate e uno spettro sonoro giustamente scuro ed interessante) solo per il gusto di farlo. Justin è un artista timido ed impegnativo, e insieme a lui troviamo, tra barbe e occhiali da nerd, un gruppo di artisti che condividono le loro passioni, che vanno dagli Allman Brothers al fare musica libero di Neil Young. Qualche pezzo è giustamente un divertissment, altri sono più costruiti, ma si sente una base definita dalla jam, di alto livello ma jam. Come spesso capita, gran belle chitarre ma quello che cambia l’ orizzonte sonoro sono le tastiere. Ci sono gustosi piani elettrici (ascoltate “I Need A Change” per capire cosa si può mettere in musica) e boogie degni degli ZZ Top, suonati con bucolica lentezza. Justin Vernon ha collaborato in era pre For Emma Forever Ago con entrambi i membri degli Shouting Grownass, tanto che Brian Moen, lo ricorda la aneddotica, è stato la seconda persona a sentire l’album di debutto di Bon Iver, nella sua waldeniana capanna nel Wisconsin. Insomma, ci sarebbero tutti gli elementi per liquidare il disco come un episodio laterale, ma non è cosi. Si tratta di musica ispirata, suonata e registrata benissimo, che forse a tratti dà l’idea dell’essere viziati degli americani. Con la crisi, forse alle spalle, hanno usato un prezioso studio time per confezionare un disco che, una volta sarebbe stato un discreto “forato”.. if you know what i mean... e se non lo sapete, ora ve lo spiego. Il comprare musica della mia adolescenza è stato dominato da due componenti, una ingordigia del disco nero in vinile, simile alla tossicodipendenza, con relativo scarico di dopamine all’acquisto del tanto agognato vinilone e una cronica mancanza di soldi. Ovviavo accodandomi a mio fratello in spedizioni presso un grande negozio di dischi sulla via Giardini a Formigine, chiamato Peecker Sound, sulla via per Maranello e i motori della Ferrari. Al Peecker Sound potevi trovare sei o sette scaffali di forati, dischi di importazione economici, appunto forati per contrassegnarli, il prezzo era di duemilacinqucento lire, poco più di un euro, spesso compravi mediocri dischi, a volte qualche chicca che ho ancora nella mia discoteca. Il disco dei ragazzi dei The Shouting Matches, sarebbe un ottimo forato!


Antonio "Rigo" Righetti