Enerbia - Per Viam. Viaggio D’Inverno (Le Vie Del Sale)

“Ci interessa lo strumento nella sua naturalezza, il legno, il fiato”, dichiarava Maddalena Scagnelli a Paolo Ferrari (World Music Magazine, n. 62, 2003) nel presentare il primo lavoro degli Enerbia, "Così lontano l’azzurro". Il loro secondo album, "La Rosa e la Viola" del 2009, pur presentando inserti multimediali, non “tradiva l’esaltazione dei timbri acustici, lo stesso avviene in "Per Viam" che porta come sottotitolo emblematico "Viaggio d’inverno". Accanto a Maddalena Scagnelli (violino, voce e salterio, ghironda) sono Franco Guglielmetti (fisarmonica), Adriano Sangineto (arpa e salterio), Daniele Villa (ghironda), Gabriele Dametti (piffero, flauto), Massimo Visalli (chitarra), Claudio Schiavi (contrabbasso), cui si aggiungono altri collaboratori. Nel curriculum degli Enerbia riluce la collaborazione con Ermanno Olmi, al cui film “I Cento Chiodi” il gruppo ha contribuito nella colonna sonora. Anche Giuseppe Bertolucci e Marco Bellocchio hanno utilizzato brani della band del piacentino. A connotare la vivacità multimediale dell’ensemble, ricordiamo che il loro secondo album La Rosa e la Viola (escludiamo qui la loro partecipazione ad antologie di musica tradizionale) conteneva tre tracce video, realizzate dai registi piacentini Francesco Paladino, Alessandro Fontana, Roberto Dassoni. Sono molti anni che gli Enerbia portano in giro per l’Italia le espressioni popolari di valli di transiti molteplici, aperture e chiusure, confluenze ed affinità, arterie millenarie di passaggi: sono i percorsi francigeni, sentieri appenninici ed alti crinali, cerniera tra la pianura padana e il Mar Ligure, vie marenche e di sale, luoghi cantati da Giorgio Caproni, quel territorio che abbiamo imparato a chiamare Quattro Province. In copertina la pisside a torre d’avorio intagliato a torre che raffigura il mito di Orfeo, conservata presso il Museo dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio. Già, eccoci a Colombano, il monaco irlandese che percorrendo la Val Trebbia si fermò dando vita a quel faro della cultura europea che è stato il monastero di Bobbio. Instancabile Maddalena, musicista colta e popolare al contempo, ricercatrice, restauratrice di strumenti e suoni, artista dalla cultura profondamente intrisa delle suggestioni di queste perle naturali. Per Viam dura ventuno intensi minuti, sette tappe sonore che si inoltrano nel repertorio connesso ai momenti più significativi della stagione invernale, con una forte connotazione devozionale. Per questa volta Enerbia mette da parte gli antichi balli delle Quattro Province, per proporre “una silloge di pezzi sacri e profani, antichi e popolari, legati dal filo rosso del ricordo e dell'inverno”, dice Maddalena nel presentare il CD. Disco aperto in splendida leggerezza dalla grazia vocale di Scagnelli, che intona “Ti ricordi quelle sere”, memorie di una donna e di un amore invernale. Poi si vira verso un composito trittico di antifonie medievali in latino, in cui la voce è ben coadiuvata da corde ed archi ben praticati: “Vernans Rosa”, “Beata es Maria”, “Hodie fit regressus”, dedicate all’Annunciazione e alla nascita del Redentore. Seguono canti e temi strumentali della tradizione popolare a tema religioso. Anzitutto, “Puer natus” dal passo di un inusitato valzer sacro, con fisarmonica e piffero in evidenza, ancora “Gesù bambin l’è nato”, che raccoglie anche ricordi infantili di Maddalena e dei suoi inizi musicali, e la dolce ninna nanna lombarda “Dormi dormi”. 


Ciro De Rosa