Rachid Taha – Zoom (Naive)

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Cantante ed attivista algerino, considerato tra i massimi esponenti del rock ‘n’ raï, Rachid Taha, si è fatto conoscere per la sua superba versione di “Rock The Casbah” dei Clash, e rappresenta un po’ un eroe per i suoi connazionali, che come lui hanno trovato in Francia una nuova patria. Il suo nuovo disco, “Zoom” giunge a quattro anni di distanza da “Bonjour” e a differenza di quest’ultimo lo vede affiancato da alcuni ospiti come l’ex Clash Mick Jones e il figlio di Fela Kuti, Femi e due produttori di eccezione ovvero Brian Eno e Justin Adams. Gli undici brani in scaletta compongono un viaggio sonoro che lega Nord Africa ed Europa Occidentale, in un intreccio tra lingue e suoni differenti che spaziano dal rock ai suoni del deserto passando attraverso i colori del Mediterraneo. Durante l’ascolto spiccano brani come l’iniziale “Wesh (N'Amal)”, una ballata folk cantata in arabo in cui si intrecciano chitarra acustica, elettrica e bouzouki, o la splendida “Zoom Sur Oum”, introdotta da un sampler vocale della leggendaria cantante egiziana Oum Kalsoum. Scopriamo così un meltin’ pot sonoro dall’incredibile varietà, un cilindro magico, dal quale saltano fuori continue sorprese come qualla “Now Or Never” di Elvis Presley riletta in modo originalissimo con la complicità di Jeanne Added, o il trascinante rock ‘n’ raï di “Fakir”, o ancora la nuova versione del suo famoso inno antirazzista “Voilà, Voilà”, a cui hanno collaborato Femi Kuti e l'ex calciatore Eric Cantona. Ma non è tutto qui perché il disco si apre anche ai suoni blues de “Les Artistes”, al tango in chiave elettronica con “Algerian Tango”, e ad un arab-cajun con “Galbi”che rimanda a certe sonorità tipiche dei Calexico. “Zoom” è così un disco tutto da ascoltare per carpire come Taha riesca a dar vita ad una cifra stilistica molto originale, mescolando rock, blues e tradizione musicale nord africana, il tutto mantenendosi ben lontano dal pop del suo conterraneo Khaled, al quale spesso qualcuno con troppa facilità lo ha paragonato. 


Salvatore Esposito