Augustici – Signora Pianura (Orquestra Records)

Interessante band pavese, gli Augustici, nascono nel 2008 dall’incontro tra Giuseppe "Beppe" Mascherpa (chitarra e voce) ed Edoardo "Ed" Faravelli (banjo, bouzouki e fisarmonica), con l’intento di realizzare un tributo acustico dal vivo ad Augusto Daolio. Complici le canzoni dei Nomadi, e il piacere di suonare insieme piano piano prendono vita, in parallelo, anche alcuni brani nuovi. E’ l’inizio di un nuovo percorso, che li vede in breve tempo allargarsi dapprima in trio con l’ingresso di Chiara Prati (violino), e successivamente in quintetto con Paolo Pagetti (bodhran e percussioni) e Davide "Dodo" Renzi (seconda voce e chitarra). Nel 2009 arriva anche il loro primo demo, composto da quattro brani, che diventano successivamente la spina dorsale del loro primo disco, “Signora Pianura”. Composto da dieci brani, registrati con il supporto di Luca Crespi (uilleann pipes, flauti, e tin whistle) e Marta Bianchi (pianoforte), il disco è una sorta di concept album, sulla Pianura Padana, vista più come un luogo dell’anima che come luogo fisico, un grande palcoscenico, sul quale si intrecciano storie e personaggi, tratti da racconti di nonni e genitori, ma anche dalle dicerie di paese. In questo senso particolarmente riusciti ci sembrano gli arrangiamenti acustici, così come la scelta di dialetto riservare il dialetto alle storie e alle voci dei personaggi, mentre in italiano sono i brani più introspettivi e personali. Ad aprire il disco è la title track “Signora Pianura” “una vecchia bisbetica domata dai venti”, che condensa molto bene lo spirito che anima i brani del disco. Si passa poi al dialetto oltrepadano di “Crava Ciciumbèla”, un folk noir molto vicino a certe atmosfere di Akuaduulza, del quale conserva la medesima capacità affabulatoria nel raccontare dell’uomo nero che mette paura ai bambini. “E Ci Avevo La Morosa In Collina”, invece, apre uno spaccato sulla canzone d’autore, ma a caratterizzarla troviamo un atmosfera quasi antica con la fisarmonica a disegnare la linea melodica. Si torna al dialetto pavese con il trascinante folk “Pògia”, guidato dall’intreccio tra violino e chitarre, a cui segue “La Processione”, in cui si racconta di un carro armato abbandonato nelle campagne della Pianura Padana e passato dall’essere un trattore a carro per trasportare la Madonna durante una processione. Il vertice del disco arriva con “I Lader (La Balada Del Bestuc), il cui testo in milanese del settecento si sposa ad un arrangiamento irish folk particolarmente riuscito. Le atmosfere romantiche di “Valzer In Pantofole”, aprono la strada alla storia di Resistenza di “Jackie L’Anguilla”, un partigiano che contribuì a liberare il loro paese dai nazifascisti. Completano il disco il country agrodolce de “Il Leggendario Bisonte Americano” e la pianista “La Sigaretta”, un brano di grande intensità che descrive la storia di un uomo, che ha speso la sua vita tra emigrazione e lavoro in fabbrica. Nonostante una registrazione che non sempre rende giustizia ai vari brani, “Signora Pianura” è senza dubbio un disco interessante, che mette bene in evidenza tutte le potenzialità di questo gruppo, in grado di mettere in fila dieci brani ispirati, profondi e mai banali. 



Salvatore Esposito