Play With Eyes – Cover Art And Music Icons, Cenobio di Sant’Agostino, Caserta, 22 dicembre 2012 – 20 gennaio 2013

A partire dalla seconda metà degli anni Cinquanta e con la progressiva diffusione del disco in vinile, il rapporto tra arte e musica si cominciò ad intensificare sempre di più. Le custodie in cartone che contenevano i dischi, fino ad allora assolutamente anonime, presero ad essere sempre più curate per diventare dapprima un importante veicolo di comunicazione e successivamente vera e propria arte. Le cover progressivamente divennero parte di quella rivoluzione pop che stava abbattendo i confini tra cultura alta e quella bassa, contribuendo in modo determinante non solo alla diffusione della musica che contenevano ma anche di mode e stili dell’epoca. Da Salvator Dalì a Roy Lichtenstein, da Peter Saville ai fumettisti italiani Hugo Pratt e Guido Crepax, il mondo dell’arte cominciò letteralmente a viaggiare di pari passo con la musica, fino a trovare la sua fusione perfetta nella Factory di Andy Warhol dove nacquero di Velvet Underground. 
Fu proprio l’artista americano a firmare la copertina del loro primo storico album, così come quelle di due dischi storici come "Sticky Fingers" dei Rolling Stones, ricordato per la famosa zip, e "Muscles" di Diana Ross. Storiche sono rimaste anche le cover di "Without You" di David Bowie firmata da Keith Haring o il “prisma ottico” di "The Dark Side of the Moon" firmata da Hipgnosis, studio grafico fondato da Storm Thorgerson. Curata da Nello Arionte, Carmine D'Onofrio e Massimo Sgroi e promossa dal Comune di Caserta e Promuoviamoarte, la mostra Play With Eyes - Cover Art and Music Icons, recentemente inaugurata al Museo di Arte Contemporanea di Caserta, presso il Cenobio di Sant’Agostino, getta nuova luce sul connubio tra arte e rock raccogliendo oltre duecentocinquanta copertina originali di 45 giri. Si tratta di una mostra molto originale nella quale il visitatore viene letterale coinvolto in un viaggio in dietro nel tempo alla ricoperta della bellezza e del fascino del disco in vinile, non solo come contenitore di musica ma anche come vera e propria opera d’arte. 
Da “Scalinatella” di Sergio Bruni a “Come Together” dei Beatles fino a toccare “L’Isola Di Niente” della PFM, “Sladghammer” di Peter Gabriel e i più moderni NOFX, Play With Eyes è un occasione importante per scoprire e conoscere perle dimenticante dove arte e musica si fondevano in un tutt’uno inscindibile. L’avvento del cd prima e del mp3 poi hanno spezzato forse in modo definitivo questo legame, tuttavia progressivamente stiamo assistendo al recupero del vinile come supporto discografico definitivo, non solo per la migliore qualità del suono ma anche come contenitore ideale, sia per il suo formato sia per recuperarne il fascino di un tempo. L’allestimento molto curato ed elegante raccoglie oltre ai 45 giri, anche la serie di The Icons, composta da diciotto opere di artisti del panorama contemporaneo, che hanno ritratto alcuni personaggi del rock, utilizzando materiali, supporti e tecniche differenti. A completare l’evento, nel corso della sua permanenza al Cenobio di Sant’ Agostino, una serie di appuntamenti di musica live e dj set, ospitati dal Lounge Bar “Contemporaneo” sito al piano terra della stessa struttura museale. 


Salvatore Esposito