Viaggio In Duo - Secondo Noi (Polo Sud)

Ritorno in scena, trascorsi tre anni dall’esordio, per i napoletani Mariano Bellopede (pianoforte), che firma la maggior parte dei brani, e Carmine Marigliano (flauto traverso), musicisti che combinano background colto e sguardo aperto. Merita attenzione, questo lavoro dei Viaggio in Duo, improntato al vagare in note con la bussola orientata verso sud, a cominciare dall’iniziale “Melting pot”, una delle due composizioni scritte da Marigliano, che attraversa sbrigliatamente i generi, tra lirismo partenopeo, richiami prog, innesti jazz e attitudine cameristica. In “Chopin e la luna” la scrittura si diletta a periodare sul tracciato classico, mentre la successiva “El pocho” è debitrice nei confronti di Piazzolla (il duo ha alle spalle un lusinghiero piazzamento al Piazzolla International Music Awards). Splende la riproposta di “Maracatu”, proveniente dal repertorio del genio carioca Egberto Gismonti. Segue “Circosud”, florilegio del loro peregrinare meridiano, che si avvale dell’apporto del violoncello di Giuliano Calace. Con “The room” i due lasciano da parte la pronuncia melodica, virando verso trame infittite, moti iterativi, ostinati e punteggiate propulsioni. Passiamo per la canzone “De Mar” interpretata dal canto spagnolo aggraziato di Lalla Esposito, prima di incontrare la crepuscolare “Di notte di fronte allo stretto”, altro episodio chiave del disco. “Five cents” ha in primo piano il flauto traverso di Marigliano, mentre la conclusiva “My empire”, registrata dal vivo a Radiouno Rai, dispiega un quadro sonoro in costante movimento tra melodia, progressioni armoniche e trasporto improvvisativo. 



Ciro De Rosa