Roma Amor – Occhi Neri (Old Europa Cafè)

Che tu possa immaginare cafè, boulevard, fiori sui balconi, piccoli bistrot di una tiepida primavera parigina; che tu possa immaginare una ragazza che cammina solitaria per la strada, magari riparandosi dalla pioggia sottile con un ombrello, mentre calpesta foglie che “cantano” sotto ogni passo, nell’autunno appena giunto; che tu possa immaginare un lungomare di sera, con il vento che increspa l’acqua, alza le onde che si infrangono spumeggianti contro gli scogli finché una leggera brezza bagna il viso, in una sera di fine estate; che tu possa immaginare viuzze, italiche o d’oltralpe, in cui il suono della fisarmonica si spande in ogni angolo, mentre qualche comignolo fuma nel silenzio del freddo inverno… "Occhi Neri" è l’album che ti può ispirare! Queste sono alcune delle atmosfere che le dodici tracce dei Roma Amor possono regalarti: in un solo ascolto ti permettono di vagare tra le stagioni, tra i diversi moti dell’animo che riescono a suscitare, tra i ricordi di una vita, ma soprattutto riescono a farti viaggiare nel tempo. E così la mente torna indietro, a tempi passati, rivive una musica cantautoriale italiana di spessore di più di mezzo secolo fa, rivivono gli chansonnier ed una Parigi in cui echeggia Edith Piaf, e non solo. La Francia è il motivo ricorrente di questo terzo album in cui i Roma Amor hanno voluto omaggiarla con ben cinque brani: un disco bilingue in cui i pezzi in francese riescono ad incantare. Il suono del pianoforte, della chitarra folk, del basso, delle nacchere e soprattutto della fisarmonica, caratterizzano queste dodici canzoni e ne creano il ritmo suadente e malinconico. Difficile etichettare questo duo spesso classificato come new folk, che, invece preferisce definire il suo genere come chanson noir, dark cabaret: la voce seducente di Euski (anche chitarra e sintetizzatori) e la maestria alla fisarmonica di Candela (anche contrabbasso e nacchere), hanno reso questo album acustico un piccolo capolavoro, distribuito dalla Old Europa Cafe; con l’ulteriore collaborazione di Roberto Zabberonni (chitarra solista, mandolino e armonica). "Occhi Neri" è la traccia che dà il titolo al disco, l’anima che cerca “Occhi Neri”, il pensiero di questo sguardo scuro e profondo evoca ricordi scanditi dal suono delle nacchere, che cadenzano la dolce melodia avvicinandola alle sonorità mediterranee. Il primo brano in francese è "Mon Amour", il racconto, narrato con voce calda e graffiante, del fuoco sacro che arde, della passione, di cui si diventa schiavi e di cui si desidera il ritorno. Arriva poi una vera meraviglia, un brano che soltanto chiudendo gli occhi ti trasporta lontano, come una piuma al vento, ma, come quella piuma solitaria, nasconde una vena triste, nostalgica è "Le Coeur Au Chaud": è la magia di un’armonica e di un dolce canto. "A Te Che Mi Vinci" con la sua chitarra acustica, narra di quegli amori che ti sopraffanno e che può comprende solo chi li vive. "Disertore" è una ballata che racchiude tutta la sofferenza ed il dolore che nascono dalla guerra: canta di chi catapultato in questa atroce realtà non si identifica con la brutalità della morte, ma preferisce darsi alla fuga. Il mandolino è il protagonista di "Euforia", dove la voglia di partire, scappare, naufragare e abbandonarsi ad una follia, donano un gran senso di libertà, mentre si è cullati dal suono delle onde del mare. La bravura di Candela con la fisarmonica caratterizza la "Concièrge" e le sue ballabili sonorità. "Mélancolie", un amore finito, il tempo lento ne esprime l’angoscia, resa più straziante dai vocalizzi. Ancora la fisarmonica accompagna la ricerca di sé descritta in "Elle Est Seule", sola con il suo destino, i suoi sogni, sola vaga “per i luoghi della sua anima”… ella dorme, non è morta. Sensualità è il pathos, il sentire, che nasce da un gioco di sguardi e dall’attrazione che scaturisce della danza della passione, il tango! Il "Fuoco Sottile", parla ancora delle emozioni, è il fuoco che affiora sulla pelle quando si è rapiti da qualcuno. A concludere l’album un unicum, "Madrigale", un brano, o per meglio dire una poesia, una voce che incalza fino all’ultima sillaba e canta versi d’amore. L’unico testo che non appartiene al duo, così come questa forma musicale, che però, Euski e Candela hanno saputo affrontare creando un clima capace di stupire e piacevolmente disorientare. Per i Roma Amor che da partendo da Ravenna sono riusciti a far conoscere la loro musica anche all’estero, anzi più all’estero che non in Italia, è giunta l’ora di un’inversione di rotta, è tempo che l’Italia apprezzi e riconosca il loro talento!!! 


Cinzia Lanzano