Gemma Hayes - Let It Break (EMI/Zoom)

Il mio Taglio Basso non ha volutamente nessuna pretesa di segnalare le ultime novità e neppure di parlare di quello di cui parlano tutti, parlo di quello che mi piace o, in questo caso, di quello che mi è piaciuto. Dal primo disco di Gemma, questa cantautrice di Tipperary, Irlanda, sono davvero affascinato dal suo modo di porre la voce e intendere la composizione. Ascoltai un pezzo suo dall’esordio grazie a un cd allegato a Uncut e rimasi fortemente colpito dall’insieme di fragilità muliebre e forza rock. Gemma, anche grazie al suo aspetto dolce e sognante, si fece notare. Arrivarono presto un vero e proprio cd, molto bello poi arrivo’ l’oblio momentaneo nel quale si naviga quando non ci si vuol piegare ai dettami industriali del music business. Ora, o meglio, un anno fa, Gemma torna con un disco che si chiama Let It Break, titolo dietro al quale si intravvede una volontà di catarsi e liberatoria. Il disco è interessante, forse lievemente discontinuo ma capace di emozionare in modo davvero singolare, utilizzando schemi sonori tipici di certo rock alternativo alla My Bloody Valentine et simila. La grande capacità della nostra Gemma di navigare su chiaroscuri e impennate elettriche aggiunge un cruccio relativo all’impossibilità avuta fin qui di vedere live la Hayes. Il disco ha le tinte nordiche e notturne di un sogno alimentato di synth e chitarre spennazzate, qualche groove di batteria, con cori forniti dalla stessa Gemma che impreziosiscono il quadro. Per me sarebbe già una bella soddisfazione sapere che qualcuno soi è incuriosito e si cerca i dischi della Hayes, perchè lei se lo merita in modo assoluto.




Antonio "Rigo"Righetti