Francesco De Gregori, Festival Della Solidarietà, Belvedere Reale di San Leucio, Caserta, 24 Luglio 2012

A pochi giorni dall’uscita di Vola, Vola, Vola, che lo vede affiancare il vecchio amico Ambrogio Sparagna per un progetto dedicato alla rilettura di alcune sue canzoni storiche in chiave folk, Francesco De Gregori con il suo applauditissimo Factory Tour 2012 approda a Caserta nella splendida cornice del Belvedere Reale di San Leucio, per la serata conclusiva del I Festival Della Solidarietà "Dona un Sorriso", organizzata dall'Azienda Ospedaliera " S. Anna e S. Sebastiano" di Caserta. Nonostante il freddo fuori stagione e un tempo che non prometteva niente di buono, il cantautore romano, abbandonato il suo classico cappello ed indossatone uno da marinaio, ha dato vita ad un eccellente concerto, accompagnato dalla sua band composta da: Stefano Parenti alla batteria, Alessandro Arianti al pianoforte, Alessandro Valle al pedal steel guitar ed al mandolino, Lucio Bardi e Paolo Giovenchi alle chitarre, lo storico capobanda Guido Guglielminetti al basso ed Elena Cirillo al violino e voce. 

Rispetto al concerto visto nel settembre dello scorso anno a Calvi Risorta (Ce), nel pieno del Pubs & Clubs Tour, le novità non sono moltissime, ma ciò che balza subito agli occhi è il fatto che De Gregori non occupi più il centro del palco, ma sia tornato alla vecchia scelta di mettersi al centro di un semicerchio composto insieme ai musicisti della sua band. Un fatto non da poco, se si considera anche la sua concezione della musica suonata dal vivo degli ultimi anni, che si avvicina sempre di più al concetto di Never Ending Tour di Bob Dylan. Francesco De Gregori, dismessi i panni del front-man e indossati quelli a lui forse più congeniali di semplice cantante con la band, è una sorta di primus inter pares, aprendo le porte agli spettatori più attenti ad una visione corale della sua musica in cui ogni componente del gruppo ha un suo ruolo specifico ed è fondamentale nella realizzazione di ogni singola canzone. Ciò lo si nota a partire dalle prime note di Finistre Rotte, ma anche con le storiche Generale, La Storia e Compagni Di Viaggio, in cui il cantautore romano appare assolutamente ispirato al canto. 

Nel corso delle oltre due ore di concerto, oltre ai classici come Titanic o Rimmel, non sono mancate piccole perle del suo repertorio come una toccante versione de Il Cuoco di Salò, o ancora la sempre intensa Ti Leggo Nel Pensiero. Non sono mancate anche alcune complete riscritture come la solare versione reggae in crescendo di Niente da Capire, la versione slow-core di Vai In Africa Celestino! e la divertentissima divagazione nel country con Battere e Levare. Tra i momenti più intensi però vanno segnalate una sempre più torrida ed elettrica Tempo Reale e una struggente Pezzi Di Vetro, cantata in solitaria con l’accompagnamento della sola chitarra acustica. Finale tra gli applausi con una corale La Donna Cannone, cantata al pianoforte e l’ormai classica Buonanotte Fiorellino, cantata sulle note di Rainy Day Woman di Bob Dylan. Insomma quello del 24 settembre è stato senza dubbio un concerto particolare tanto per la presenza di qualche storico recupero dal repertorio precedente, quanto per la qualità complessiva dell’esibizione, ma era una cosa prevedibile, perché ormai Francesco De Gregori sembra sempre più indirizzato verso una valorizzazione assoluta della dimensione live, proprio come sta facendo il già citato Dylan, riferimento da sempre del cantautore romano. 



Salvatore Esposito