John Mayer – Born And Raised (Columbia)

Quale problema abbiamo con la popolarità? Con la fortuna, anche commerciale, perchè no?, di un oggetto culturale? Quello che so è che John Mayer ha talento, come chitarrista e come cantante ed autore delle sue muscihe, ha dimostrato di saperci fare live e di essere in grado di scegliersi collaboratori dai quali imparare. Certo, con quell’aria da attore di sit com capisco che possa stare antipatico, in ogni caso, cari lettori di Blogfoolk che vi dilettate di musica, Jonh Mayer è bravo, i suoi dischi non sono mai delle rivoluzioni copernicane ma rientrano nel solco di un certo easy listening che non è un’offesa ma un presupposto, della serie, il mondo è bello perchè è vario, così la musica, che il mondo definisce, segue questo presupposto. Io sono un ascoltatore onnivoro, mi piace andare da Elvis a La Monte Young, a volte anche nello spazio di un fruscio di copertine di di ellepi, in ogni caso, un disco come questo Born and Raised me lo posso godere e trova spazio nei miei ascolti, dalle scelte sonore moderne e gustose, soprattutto per i bassi, di Don Was, nomi dell’ambito musicale e produttivo di grande prestigio, sia per i nomi coinvolti in questo lavoro per la Columbia del bravo John, tra i quali amerei ricordare David Crosby e Graham Nash, proprio loro, che donano le inconfondibili ugole al pezzo d’apertura, fino al genio della batteria Jim Keltner, solo per citarne alcuni. Il disco e la sua musica sono leggeri, godibili, non richiedono particolari stati d’animo e ne inducono alcuni lontano dall’alienazione, vicini a un sentimento quasi bucolico/californiano, vicino alle atmosfere Laurel Canyon che tanta bella musica hanno ispirato. Vi dico anche che lavori discografici come questo godono di una certa durata in virtù della cura con la quale sono confezionati, sia dal punto di vista el mixaggio, sempre morbido, ma anche per il sapiente lavoro di pan pot, davvero interessante, olre che la presenza di fronti sonori trasparenti, con una voce piazzata deliziosamente dentro al mix, senza diventare troppo ingombrante ma mai a discapito della leggibilità delle liriche. Insomma, cari miei, un disco di quelli di una volta.... Have fun with it and fuck the Snob!




Antonio "Rigo"Righetti