Muffx – Époque (Lobello Records/Goodfellas)

Nati nel 2006 i salentini Muffx, sono una interessante band composta da Luigi Bruno (voce, chitarra), Alberto Ria (batteria), Gianna Greco (basso) e Cristiano Colopi (chitarra), che mescola lo stoner rock dei Queens Of The Stone Age con le sonorità dei Gogol Bordello e quelli delle colonne sonore dei film noi italiani degli anni settanta. A quattro anni da Small Obsessions, arriva Époque, disco che raccoglie undici brani che segnano una piccola rivoluzione nella loro cifra stilistica sia per l’introduzione dei testi in italiano in luogo di quelli in inglese dei primi due lavori, sia per una maggiore attenzione verso gli incroci musicali con la world music e il folk. Per comprendere a pieno questo disco è necessario partire dalla copertina su cui è ritratto un omone in giacca e cravatta, che girando il disco si scopre essere un diavolo, posto al vertice di una sorta di piramide sociale nella quale le posizioni di vertice sono occupate da un politico, alcuni banditi, un cardinale e una velina, i personaggi insomma che ogni giorno popolano le cronache dei giornali. In basso invece troviamo la gente comune, una coppia di giovani innamorati, gli anziani, gli operai. I Muffx con Époque lanciano un atto d’accusa senza mezzi termini verso la nostra società, figlia e vittima di una economia fatta solo di consumismo e speculazione, ed assolutamente indifferente ad ogni forma di umanità. Durante l’ascolto, spinti dalla potenza delle chitarre abrasive e dalle divagazioni attraverso i suoni balcanici, si spazia dallo stoner rock di Dopo Tutto alla bella title track in cui brilla la tromba di Cesare Dell’Anna, tuttavia il meglio arriva con le due parti di Sagra del Diavolo con l’hammond di Mauro Tre in grande evidenza, e con la divagazione nei suoni balkan de Il Mercante di Croci. Se False Partenze lascia intendere che il futuro sarà certamente all’insegna della sperimentazione, lo strumentale Coincidenze, che chiude il disco. è l’esempio più interessante di quanto siano ampie le potenzialità di questo gruppo, che certamente nel prossimo futuro saprà ancora sorprenderci magari aggiungendo al loro sound un pizzico di tradizione musicale salentina. 



Salvatore Esposito