Gundecha Brothers - Night Prayer (Felmay Records)

Il canto Dhrupad è uno degli stili più antichi della tradizione musicale dell’India del Nord e riveste una grande importanza ancora oggi essendo sopravvissuto nella sua forma originaria. Riconosciuti tra i migliori interpreti di questa tradizione i Gundecha Brothers, Umakant e Ramakant sono stati iniziati alla musica dai loro genitori e successivamente hanno approfondito lo studio del canto Dhrupad con due grandi maestri come Ustad Zia Fariduddin Dagar e Ustad Zia Mohiuddin Dagar, quest’ultimo noto per essere tra i maggiori virtuosi del Rudra Veena, mentre Akhilesh ha studiato pakhawaj con Pandit Shrikant Mishra ed Raja Chhatrapati Singh JuDeo. Nel corso della loro vicenda artistica i Gundecha Brothers si sono segnalati per aver cantato le poesie di importanti classici della lirica indiana come Tulsidas, Kabir, Padmakar e Nirala, e al loro attivo hanno oltre venticinque registrazioni effettuate tra l’India e l’estero nonché partecipazioni a vari festival in tutto il mondo. Il loro nuovo disco, Night Prayers è stato registrato in Italia nel 2011 e presenta nella sua integralità un importante raga della notte, il Raga Malkauns, uno dei più antichi e popolari della musica classica dell’India del Nord. Non esiste una definizione precisa di Raga essendo composizioni formata da multiple combinazioni di Swara (note) che cambiano continuamente in base anche al Thaat (tono), tuttavia si può identificarli come “cio che colora la mente”, in quanto sono assimilabili a vere e proprie entità, che spesso vengono immaginati come esseri umani o divini in correlazione con le ore del giorno o delle stagioni. Il Raga Malkauns, che secondo la tradizione fu creato dalla dea Parvati per calmare l’ira di Shiva, appartiene al Bhairavi Thaat ed è eseguito in tarda serata. Dal punto di vista tecnico pur presentando una struttura pentatonica semplice e si sviluppa per la maggior parte nell’ottava bassa e con un tempo lento. Essendo un raga molto meditativo richiede una grande perizia esecutiva per evocare quelle vibrazioni che permettono il raggiungimento di uno stato di pieno appagamento interiore. I Gundecha Brothers interpretano magistralmente questo raga dimostrando tutta la loro capacità di controllarne la lenta evoluzione. Si parte con il lungo ed estatico, Alap un movimento introduttivo senza tempo definito nel quale Umakant e Ramakant, costruendo un articolata architettura vocale, dipingono un affresco sonoro astratto fatto di richiami con singole note e brevi frasi melodiche all’unisono. Condotti dall’andamento ipnotico delle due voci si arriva alle due successive composizioni Gat Jayati Jayati Shri Ganesh e Gat Shankar Girijapati, eseguite con del pakhawaj (percussione) e che ci conducono alla conclusione del raga sotto gli auspici di Shiva. Night Prayer apre uno spaccato di grande interesse sulla spiritualità indiana, e sebbene non sia di facile fruibilità con un po’ di attenzione è possibile coglierne tutto il fascino e la bellezza. 


Salvatore Esposito