Crifiu – Cuori e Confini (Dilinò/Goodfellas)

Nati nella fucina creativa del Centro di Musiche Alternative e del Mediterraneo Dilinò di Muro Leccese (Le) gestito dai Mascarimirì, i Crifiu sono una band salentina attiva dal 2002, che propone una originale formula sonora che mescola suoni e ritmi della world music con quelli del rock e dell’elettronica. A distanza di sei anni dall’ottimo Terra e Mare, i Crifiu ritornano con Cuori e Confini, disco che segna la loro piena maturazione artistica e che li vede cristallizzare a pieno la loro cifra stilistica. Fondamentale in questo senso è stata anche la scelta di far produrre il disco da Arcangelo “Kaba” Cavazzuti, già con i Modena City Ramblers e apprezzato produttore il quale ha impresso al sound della band una maggiore originalità e caratterizzazione. Alla abituale line up della band salentina, composta da Andrea Pasca (voce, bendir, bhangra dhol), Luigi De Pauli (chitarre, mandolino, bouzouki, banjo e synt), Sandro De Pauli (flauto traverso, tin whistle, low whistle, gralla e programmazioni), Ivan Schito (drum machine), si sono aggiunti altri musicisti come Massimiliano Pasca (basso), Giuseppe Turco (chitarra flamenca), Roberto Chiga (darbouka e riq), Alberto Stefanizzi (rullanti e grancassa), Christian Bevilaqua, Dario Stefanizzi, Simone Stefanizzi (trombone, sax, tromba) e Alessio Amato (pianoforte), che hanno contribuito in maniera determinante ad arricchire i vari brani. Ad impreziosire ulteriormente il disco c’è anche la presenza di alcuni ospiti ed amici incontrati nel corso di questi anni e con i quali i Crifiu hanno condiviso spesso il palco. Cuori e Confini raccoglie, così, tredici brani originali i cui testi guardano a ciò che ci circonda, ai cambiamenti del mondo, ai nuovi movimenti di protesta ma soprattutto rappresentano un atto d’amore verso la loro terra. Partendo proprio dalla tradizione musicale salentina, i Crifiu hanno intrapreso un viaggio sonoro nel quale convivono alla perfezione chitarre elettriche, potenti groove di batteria, flauti, campionatori e strumenti etnici. Ad aprire il disco è Niente Scuse un brano quasi crossover che presenta una struttura tipica delle posse ma che si caratterizza per il testo molto profondo che suona come un invito a rispettare “la terra da tramandare”. Segue la travolgente L’Uomo Al Centro Del Mondo nella quale è ospite Papet J dei Massilia Sound System che impreziosisce il brano con i suoi versi cantati in francese. Se la title track rievoca l’Ulisse Omerico come esempio di tolleranza e fratellanza, La Mia Terra è la sua naturale continuazione, ovvero un canto dolce amaro per il Salento del quale va preservata la storia millenaria e le tradizioni. Vertice del disco è il singolo che ha anticipato l’album, Rock & Raï un brano di speranza dedicato al Mediterraneo, alla Primavera Araba e a quella dell’Occidente, e nel quale brilla la voce di Nandu Popu dei conterranei Sud Sound System e l’intreccio tra suoni magrebini ed elettronica. Si prosegue poi con la trascinante Splendi e la riflessiva Verso Sud, che ci introducono a Dentro Il Viaggio, altro brano intriso di sonorità world, nella quale sono ospiti Cisco e la ghironda di Sergio Berardo dei Lou Dalfin. Di ottima fattura sono anche il quasi ska di Oltre Me, il combat-folk di L’Infinito In Un Istante, e L’Orlo Della Sera nella quale è ospite la voce “antica” di Gastone Pietrucci de La Macina. Chiudono il disco Educato Delirio e la splendida Preghiera Del Clown nella quale viene ripreso e sonorizzato lo splendido monologo omonimo di Totò tratto dal film Il Più Comico Spettacolo del Mondo, una chiusura speciale, insomma per un disco davvero pregevole. 



Salvatore Esposito