The Touré-Raichel Collective - The Tel Aviv Sessions (Cumbancha)

L’unione dei linguaggi, l’unione delle culture e l’unione dei continenti accumunati da un’unica inscindibile koinè: la musica. Vieux Farka Touré alla chitarra, Idan Raichel al piano, Yossi Fine al basso e Souleymane Kane al calabash, sull’asse maliano-israeliano, sono riusciti a fondere l’Africa ed il Medio-Oriente ne “The Touré-Raichel Collective”. Quattro giovani e talentuosi musicisti che hanno sapientemente raccolto in un solo album il loro estro musicale; un album creato di getto, da artisti che nella loro vita sembrano non aver fatto altro che suonare insieme: è The Tel Aviv Session. Questo il titolo del loro lavoro uscito il 27 marzo scorso. Nella popolosa città israeliana, Idan ha curato una serie di concerti internazionali per il Tel Aviv Opera House, ha invitato Vieux per il primo spettacolo e ha suonato con Yossi. È partito tutto da lì! Dopo ci sono stati uno studio di registrazione/salotto, della marmellata, un divano e tre ore di musica. Stupisce come l’improvvisazione, possa aver creato una miscela di suoni perfettamente armonici: nessuna dissonanza inasprisce il ritmo di brani che non ti stancheresti mai di ascoltare; le sonorità acustiche e vivide rimandano a spazi aperti, sconfinati in cui il pensiero è libero di perdersi…eppure senza questa estemporaneità, forse (o certamente) questo album non avrebbe regalato la stessa atmosfera; un’atmosfera in cui svaniscono i confini tra paesi e culture, perché fusi nella melodia. L’immediatezza e la naturalità con le quali è stato composto, quasi fosse un gioco, sono le stesse che si percepiscono fin dal primo ascolto. Il pregio artistico di The Touré-Raichel Collective, la loro creatività, la capacità comunicativa, la musicalità che hanno dentro, si evincono dai pezzi che non son mai scontati o banali, al contrario, percorrono itinerari inaspettati, che non sai mai ove potranno condurre. Per questo primo lavoro, Idan si è occupato anche del montaggio dei brani, tagliando, aggiungendo e spostando parti dei brani, inserendo i contributi di Patrick Ruffino, Yankale Segal, Frédéric Yonnet, Cabra Casay e Mark Eliyahu. Nella storia di questo album sono tante le coincidenze, gli incontri fortuiti, le casualità: il rapporto tra i musicisti lo ha reso ancora più autentico e singolare. In primis, l’inaspettata conoscenza tra Idan Raichel e Vieux Farka Touré in un aeroporto tedesco nel 2008 durante i loro tour; la loro amicizia ed il loro incontro artistico nel 2010, quando hanno cominciato a registrare in un piccolo studio di Tel-Aviv. Le fondamenta per una lunga collaborazione erano già state gettate: Idan, grandissimo fan del padre di Vieux, Ali Farka Touré ha visto fin da subito una grande occasione di crescita musicale attraverso la collaborazione con il figlio Vieux, come lui stesso ha affermato. L’esperienza di questo disco ha inciso sicuramente sul modo di far musica di entrambi, che parte da una base comune l’amore per i luoghi di provenienza, per la famiglia e le proprie radici spirituali. Questi sono i primi elementi di un incantesimo, che con l’aggiunta di due ingredienti essenziali, Yossi Fine e Souleymane Kane, hanno dato vita alla magia di The Tel Aviv Session, un album che saprà sorprendervi! 


Cinzia Lanzano