Storie Di Cantautori Pt.5: Max Arduini, Fabio Debbi, Osvaldo Ardenghi, Cesare Carugi, Nicolò Carnesi, Rosalba Piccinni

Max Arduini – Cauto e Acuto (Radici Music) 
Cantautore ravennate con alle spalle esperienze diversificate, che lo hanno visto spaziare da trascorsi come musicista di pianobar all’Accademia del Festival di Sanremo, Max Arduini giunge al suo quarto disco con Cauto e Acuto Da Ravenna a Roma… Via Rimini, pubblicato dall’etichetta toscana Radici Music, che fedele alla sua proverbiale lungimiranza, ha deciso per un attimo di abbandonare le sue eccellenti produzioni legate alla musica tradizionale e alla world music, per sposare, con questa produzione, la canzone d’autore. La scommessa può dirsi vinta, perché Max Arduini ha la stoffa e le potenzialità per emergere, grazie ad un songwriting genuino, sincero e mai scontato che guarda alla migliore tradizione italiana come a quella america, interpretato con convinzione dalla sua bella e versatile voce. Il disco raccoglie undici brani tratti dalle sue precedenti produzioni, riarrangiati in chiave unplugged con l'ausilio di due ottimi musicisti come Andrea Fasola (chitarra) e Valdimiro Buzi (mandolino), più l'inedito E' Ravenna dedicato alla sua città natia. Si tratta di una bella raccolta di canzoni che spaziano dall'introspezione come l'iniziale Dove Mi Porta L'Istinto alla denuncia di … E Proprio In Via D'Amelio dedicata al Giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta, fino a toccare spaccati in cui si sofferma su storie della sua terra come nel caso della splendida Rivalona, nella quale viene rievocata la storia del Passator Cortese, che ritorna anche nell'altrettanto bella Notte Romagnola. Proprio i brani in cui Arduini veste i panni del cantastorie della sua terra sembrano quelli in cui da il meglio di se, riuscendo ad affascinare l'ascoltatore con una scrittura affabulatoria e coinvolgente. Nell'insieme Cauto e Acuto è un disco di ottima fattura che rappresenta un'ottima base di partenza per il prossimo disco di inediti in uscita alla fine di quest'anno. 



Fabio Debbi - Luoghi Sempre Luoghi (Autoprodotto) 
Fabbio Debbi è un cantautore emiliano con alle spalle una solida esperienza maturata sul palco insime a band come Le Grida e Summa Brothers, ed un disco solista, Il Vento Soffia Lento, pubblicato nel 2008, che segna l'inizio della sua carriera come solista. A distanza di tre anni torna con un nuovo album, Luoghi Sempre Luoghi che raccoglie dieci brani inediti incisi con gruppo di ottimi musicisti composto da Gianluca Pantaleoni (basso), Erio Reverberi (violino) ed Adriano Lasagni (batteria), con l'aggiunta di William Monti alla chitarra manouche. I dieci brani in scaletta compongono una sorta di concept album intorno al concerto di luogo, dove accadono storie e sono ambientati racconti che Debbi racconta spaziano dalla folk ballad allo swing dal gypsy alla rumba, il tutto mantenendo però sempre come nume tutelare Bob Dylan, a cui è dedicato un brano della raccolta. Il disco si muove così attraverso brani di buona intensità intessuti tra trame folk e rock come l'iniziale Sogni Acrobatici o la Strategia del Destino, ma il meglio di se Debbi lo da quando si stacca da queste strutture per toccare ora lo swing acustico di Bicchieri di Chiffon ora la musica manuche con Le Foglie Morte, in entrambe infatti il suo songwriting sembra viaggere più leggero e libero verso uno stile più personale. In generale il suo songwriting mostra una discreta maturità, e ciò che piace è proprio il suo essere genuino ed artigianale allo stesso tempo, non nascondendo l'amore per i suoi eroi musicali. 



Osvaldo Ardenghi - Drec Al Cör (Comunicarti) 
Noto per la sua ormai decennale collaborazione con Marco Grompi nei Rusties, Osvaldo Ardeghi è soprattutto un cantautore e cabarettista con alle spalle una solida collaborazione con Enzo Jannacci e un Ep, Brevemente uscito nel 2004. A distanza di otto anni lo ritroviamo con un disco nuovo di zecca Drec Al Cör, che a differenza del precedente lo vede alle prese con otto brani scritti in bergamasco, ed incisi insieme ad un gruppo di amici tra cui troviamo i due Rusties Marco Grompi (cori e armonica) e Dario Filippi (basso) nonchè Massimo Piccinelli (piano ed organo) e Mauro Gambardella (batteria). Forte della sua esperienza di cabarettista e grazie ad un songwriting particolarmente ispirato, Ardenghi ha costruito un disco ricco di storie e personaggi che rimandano ora alla sua terra ora alla vita di tutti i giorni. Si spazia così dal tipo poco raccomandabile trasformato dall'amore di U Brao Scèt, all'amore per la propria terra cantata prima nella title track e poi in L'è Pròpe Bèla, fino a toccare prima lo scapolone pieno di rimpianti di Gioàn e poi l'esilarante descrizione dell'uomo vittima della tecnologia di L’è Stàc Fregat. Il vero punto di forza del disco è però il suono, perchè Ardenghi ha volutamente evitato le sonorità cantautorali a favore di un folk rock che rimanda proprio alla sua esperienza con i Rusties, e a guadagnarne sono senza dubbio i singoli brani, che in questa veste acquiscono una dimensione del tutto originale nella quale si muove con assoluta disinvoltura. Drec Al Cör rappresenta dunque un primo esempio di quello che potremmo definire un cantautorato rock in dialetto, ed Osvaldo Ardenghi va dunque il merito di avera aperto una breccia importante nella scena musicale italiana. 



Cesare Carugi - Here's To The Road (Roots Music Club/IRD) 
Cantautore toscano con gli States nel sangue, Cesare Carugi, dopo aver debuttato lo scorso anno con l'ep Open 24 Hours, ha di recente dato alle stampe il suo disco di debutto Here's To The Road, che raccoglie undici brani scritti in inglese, nei quali ha concentrato tutto il suo amore per il songwriting made in USA pescando qua e là da Springsteen a Tom Petty passando per John Prine. Rispetto al suo primo Ep, ancora legato ai suoi trascorsi come interprete di Bruce Springsteen, Cesare Carugi con Here's To The Road sembra aver acquisito maggiore maturità che gli ha consentito di gestire meglio le sue potenzialità. A dimostrazione di ciò basta ascoltare i tre brani che aprono il disco ovvero l'evocativa Too Late To Leave Montgomery, la trascinante London Rain e la country ballad Blue Dress, che evidenziano molto bene come il suo songwriting sia sempre meno derivativo e maggiormente virato verso la ricerca di una personale cifra stilistica. Nel disco infatti ci sono almeno due brani che indicano con precisione quale sarà l'indirizzo futuro del songwriting di Carugi ovvero Goodbye Graceland e l'intensa folk-ballad Caroline, nella quale compaiono la cantautrice toscana Giulia Millanta i cori e Fulvio Renzi al violino. Di ottimo livello sono anche i duetti con Michael McDermott nella pianistica Dakota Lights & the Man Who Shot John Lennon, con Riccardo Maffoni in 32 Springs e con Massimilano Larocca nella conclusiva Cumberland. Insomma Here's To The Road rappresenta una tappa importante per il cantautore toscano, ormai indirizzato verso la piena maturità artistica. 



Nicolò Carnesi - Gli Eroi Non Escono Il Sabato (Malintenti Dischi) 
Cantautore dotato di buon talento e di un sano eclettismo, Nicolò Carnesi è una delle promesse della nuova scena cantautorale italiana, quella per capirci che passa da Dente a Brunori Sas fino a toccare Le Luci della Centrale Elettrica di Vasco Brondi. Dopo il successo del singolo Il Colpo e dell'Ep Ho Poca Fantasia, ha di recente dato alle stampe Gli Eroi Non Escono Il Sabato, disco che raccoglie undici brani di ottima fattura, prodotti in collaborazione con Toti Poeta ed incisi con alcuni ottimi musicisti come degli Hank!, Francesco Pintaudi alla chitarra, Agostino Burgio alla batteria, e Settimo Serradifalco al basso, oltre alla partecipazione di Dario Brunori, Giusto Correnti, Serena Ganci e Giole Valenti. Ciò che sorprende del suo songwriting è la capacità di unire atmosfere che spaziano dal brit pop alla new wave fino a toccare il blues elettronico con testi di grande spessore nei quali si mescolano cinismo e poesia in uno stile tutto personale. A riguardo vale la pena citare brani come il singolo Il Colpo che apre il disco, gli echi di New Wave che ritornano in Ho Poca Fantasia, il flower pop di Forma Mentis ma soprattuto le spledide Kinder Cereali All'Amianto e il duetto con Dario Brunori in Mi Sono Perso Zanzibar, che rimanda alle migliori pagine di Rino Gaetano. Gli Eroi Non Escono Il Sabato è un disco dalle tante sfaccettature, che ben rappresentano l'articolata personalità artistica di Nicolò Carnesi, un cantautore giovane ma con i numeri giusti per potersi confrontare con i suoi colleghi più famosi. 



Rosalba Piccinni - Arrivi (Incipit Records/Egea) 
Arrivi è il disco di esordio di Rosalba Piccinni, cantante bergamasca con alle spalle una lunga gavetta spesa attraverso vari progetti artistici che le hanno permesso di crearsi una solida esperienza sia in ambito rock che in ambito jazz. "Ho voluto chiamare 'Arrivi' il mio primo disco perchè è un importante punto di approdo del mio percorso musicale ma anche di altri percorsi professionali e personali. Mi piace pensare che sia solo un momento per guardare indietro a quanto già fatto e per cominciare a pensare al molto che potrei fare ancora, nella musica e nella vita", così la Piccinni presenta questo suo primo disco, la cui produzione e gli arrangiamenti sono stati curati da Lorenzo Caperchi (elettronica e loop station) e Simone Pirovano (pianoforte, basso e chitarra elettrica), e nel quale hanno suonato ottimi musicisti come Vittorio Marinoni (batteria), Marco Brioschi (tromba), Dario Faiella (chitarra elettrica) e Riccardo Fioravanti (contrabbasso), con la straordinaria partecipazione di Tino Tracanna (sax). Arrivi raccoglie così undici brani basati su sonorità pop che rimandano al jazz, intessute attraverso ritmiche delicate nelle quali la linea melodica è sostenuta dall'intreccio tra pianoforte e chitarre acustiche e su cui si posa dolcemente la sua splendida voce. Nel complesso il disco risulta piacevolosso all'ascolto e ci sembra particolarmente indicato perfetto per riscaldare i freddi pomeriggi invernali, in particolare spiccano brani Goodbye Mio Re, Lontano Da Qui e Abbracci Eterni, che evidenziano non solo le ottime capacità interpretative della Piccini ma anche la bontà del songwriting di Simone e Moreno Pirovano. Arrivi è un disco che farà la felicità degli amanti del pop d'autore e delle belle voci femminili, qualche riserva resta su qualche scelta discutibile come la chitarra distorta alla fine di Mondi Paralleli ma si tratta di dettagli che non inficiano la qualità del disco.



Salvatore Esposito