Nuovo Canzoniere Italiano, 29 Gennaio 2012, Teatro Valle Occupato, Roma

Il Nuovo Canzoniere Italiano è stata una delle più importanti realtà musicale italiane degli anni sessanta, sia per la portata del messaggio sociale delle canzoni dei suoi componenti sia soprattutto per la forte spinta impressa alla ricerca attraverso la tradizione musicale italiana. Non è un caso che tra i suoi principali esponenti ci siano due dei principali studiosi e ricercatori italiani come Gianni Bosio e Roberto Leydi, e numerosi esponenti della riproposta del canto sociale e di protesta come Giovanna Marini, Caterina Bueno, Ivan della Mea, Rudi Assuntino, il Gruppo Padano di Piadena.  Storici spettacoli come il Bella Ciao o Ci Ragiono e Canto di Dario Fo, sono rimasti nella memoria di molti così come tutta la splendida collana discografica de I Dischi del Sole che consentì al grande pubblico di conoscere il lavoro di ricerca di gruppi e artisti tra cui il Canzoniere del Lazio con Sara Modigliani, Piero Brega, Francesco Giannattasio e Carlo Siliotto, Sandra e Mimmo Boninelli, il Nuovo Canzoniere Veneto con Gualtiero Bertelli e Luisa Ronchini, il Gruppo Operaio ‘E Zezi di Pomigliano d’Arco, insieme ad una nuova canzone d’autore attenta alle lotte e alle aspirazioni del mondo popolare e proletario, con i lavori di Paolo Pietrangeli, Alberto D’Amico, Pino Masi e ancora Gualtiero Bertelli. 
Questo importante testimone è stato raccolto da istituzioni quali l’Istituto E. De Martino a Sesto Fiorentino, il Circolo G. Bosio a Roma e la Lega di Cultura di Piadena, che grazie alle loro tante iniziative hanno fatto si che non si disperdesse questo patrimonio. Per celebrare i cinquant’anni del Nuovo Canzoniere Italiano, alcuni storici componenti del gruppo come Gualtiero Bertelli, Paolo Pietrangeli, Sandra Boninelli, Giuliano Piazza, Paolo Chiarchi, Claudio Cormio, Rudi Assuntino, Piero Brega, Sara Modigliani e I Giorni Cantati di Calvatone e Piadena, guidati da Giovanna Marini, domenica 29 gennaio si sono ritrovati sul palco del Teatro Valle Occupato, insieme ad alcuni giovani musicisti che hanno inteso proseguirne idealmente il cammino come Alessio Lega, Marco Rovelli e Andrea Labanca, per dare vita ad un concerto nel quale hanno ripercorso in larga parte il loro storico repertorio spaziando dai canti politici, a quelli tradizionali fino a toccare l’attualità con composizioni più recenti. 
E’ stata anche un’occasione importante, per venire in contatto con la coraggiosa realtà del Teatro Valle Occupato, che oggi si appresta a diventare una fondazione, nata dalla lotta di tanti precari del mondo dello spettacolo e trasformatasi in breve tempo in una fucina di iniziative preziose e soprattutto uno dei luoghi di culto della cultura in Italia. Tornando al concerto, la sensazione che si è avuta dalla platea, è stata quella di assistere ad un vero e proprio evento storico, ben lungi dall’amarcord, ma piuttosto un momento prezioso durante il quale diverse generazioni di musicisti e di spettatori si sono ritrovate per confrontarsi su tematiche sempre attuali come la lotta contro il potere e contro le sopraffazioni dell’uomo sull’uomo, ma anche per cantare insieme le storie di un’Italia minore ancora tutta da scoprire. A guidare i musicisti sul palco è una instancabile Giovanna Marini, che durante il concerto non manca mai di raccontare qualche aneddoto legato ai vari brani eseguiti e soprattutto non si tira mai indietro quando c’è da accompagnare ai cori i suoi vecchi amici, che la coadiuvano in modo impeccabile. 
Alla fisarmonica c’è il grande Gualtiero Bertelli, alle chitarre in Piero Brega e Paolo Pietrangeli, mentre delle percussioni si prende cura “a suo modo” il mitico rumorista Paolo Chiarchi. La serata è così ricca di emozioni con Gualtiero Bertelli, che alla chitarra regala le due perle del suo repertorio ovvero la storica Nina e la poetica Noi, o Paolo Chiarchi che imbracciata la chitarra commuove tutti con la struggente Oh Cara Moglie dell’indimenticato Ivan Della Mea, ricordato più volte nel corso del concerto, o ancora Sara Modigliani che interpreta magistralmente Cecilia. Il folto pubblico che occupa il teatro in ogni ordine, segue ogni brano in religioso silenzio, ma di tanto in tanto si abbandona ai cori come nel caso di Su Comunisti della Capitale ed Uno Evviva Giordano Bruno, che chiudevano Quando Nascesti Tune, il primo disco del Canzoniere del Lazio, e qui interpretate magistralmente da un Piero Brega in grandissima forma accompagnato ai cori da Giovanna Marini e Sara Modigliani. 
Non è mancata qualche divagazione nella musica tradizionale, come nei canti de I Giorni Cantati di Calvatone e Piadena, o il canto delle confraternite di Santu Lussurgiu, interpretato dal Quartetto Urbano, o ancora la magnifica resa de l’Attentato a Togliatti di Giuliano Piazza e Sandra Boninelli. Molto applauditi sono stati anche Rudi Assuntino, che ha cantato la sua storica La Rossa Provvidenza meglio nota come Le Basi Americane, e i giovani Alessio Lega, Marco Rovelli e Andrea Labanca, con quest’ultimo che ha cantato un suo brano sulla crisi economica. Splendida è stata poi l’insolita versione corale de I Treni Per Reggio Calabria di Giovanna Marini, accompagnata dal Quartetto Urbano e Alessio Lega, con quest’ultimo che subito dopo ha interpretato Per I Morti Di Reggio Emilia. Il finale ha visto protagonista Paolo Pietrangeli con Contessa con l’accompagnamento ai cori di tutti i musicisti, i quali poi hanno intonato Bandiera Rossa e come bis conclusivo Bella Ciao. Sebbene siano passati cinquant’anni, il Nuovo Canzoniere Italiano e i suoi musicisti rappresentano ancora una voce importante della coscienza civile del nostro paese, e il concerto del Teatro Valle Occupato è stata l’occasione per riannodare i fili della storia, perché dimenticare sarebbe un grande errore. 



Salvatore Esposito

Foto e Video di Salvatore Esposito