Luigi Chiriatti e Egidio Marullo, Come Fece e Come Non Fece - principi fate folletti nel magico mondo delle favole, Kurumuny, pp.120, Euro 15,00

Sin dalla sua nascita, l'importante e meritoria opera della casa editrice Kurumuny, non è stata volta solo allo studio e alla ricerca nell'alveo delle tradizioni musicali del Salento ma si è estesa anche all'immenso patrimonio culturale della civilità contandina sia dal punto di vista storico sia dal punto di vista del recupero delle fonti dell'oralità. In questo senso una delle opere di maggiore successo è stata, senza dubbio, Come Fece e Come Non Fece, una raccolta di fiabe ad opera del ricercatore e musicista Luigi Chiriatti e magnificamente illustrata da Egidio Marullo, che recentemente è stata ristampata in una rinnovata versione grafica. L'opera nasce da una lunga ed intensa ricerca sul campo di Chiriatti, che ha registrato queste antichissime storie dalla viva voce degli anziani in dialetto salentino, e successivamente, attraverso un laborioso lavoro di riscrittura ha operato una traduzione libera, combinando immagini e giri di parole tipici del luogo, lasciando intatto il loro fascino originario. Non intaccando la loro matrice originaria, Chiriatti è riuscito a rendere queste storie fruibili non solo ai salentini ma anche a tutti coloro che non conoscon il dialetto. Il libro recupera quel patrimonio culturale di racconti e storie delle quali si servivano gli anziani per trasmettere ai più piccoli indicazioni importanti sulla morale, sulla condotta ma anche su ciò che bisognava sapere, il tutto senza perdere di vista il gioco che diventava una base importante per loro educazione e formazione. Tornano così alla luce schegge di memoria che ci restituiscono integro il fascino di queste favole che, come nella migliore tradizione letteraria che va da Esopo a Fedro, nascondono sempre una morale profonda. A popolare queste storie sono principi e principesse ma anche gente comune che tornanno a muoversi tra gli ulivi secolari e i fichi d'India, mentre sullo sfondo scorre tutto l'immaginario del Salento con le sue splendide coste, il suo mare e i suoi profumi. Ogni storia nasconde il volto di un anziano che un tempo era anche lui bambino, e la cui voce sembra ancora risuonare mentre scorrono le pagine di questo splendido libro, il cui fascino farà certamente presa anche sugli adulti che recupereranno non solo una memoria dimenticata ma avranno una chiave di accesso verso la speranza e l'utopia di un futuro migliore. Se a prima vista queste storie sembrano ricordare quelle di comuni ad altre zone d'Itlia, andando nel profondo si scoprirà tutta la loro peculiarità frutto di un sostrato culturale unico come quello salentino, del quale nelle pieghe di questi racconti se ne colgono i costumi, le vicende umane ma anche le condizioni di vita dove la necessità di sfuggire alla durezza della vita portava ad attribuire poteri magici o divini a oggetti o folletti che accompagnavano l’uomo nelle varie circostanze della vita. Per celebrare la riedizione di quest'opera Kurumuny ha allestito anche una mostra istallazione rivolta ai bambini delle scuole elementari e medie, che prevede la ricostruzione degli ambienti di ogni racconto i cui personaggi rivivono grazie alle interpretazioni di attori prodotte negli anni ottanta all'interno di antichi dimore, frantoi ipoegei, ovvero in quei luoghi dove ancora si può ascoltare l'eco degli anziani che raccontano quelle antiche storie. Come Fece e Come Non Fece è, dunque, un opera di grande importanza non solo a livello antropologico ma anche a livello strettamente culturale e divulgativo, avendo il pregio di essere fruibile tanto dal bambino quanto dall'adulto sia esso uno studioso o semplicemente un lettore occasionale spinto dalla curiosità. 


Salvatore Esposito