Gualtiero Bertelli – Antologia (Alabianca/I Dischi del Sole)

Nello scorso numero abbiamo dedicato ampio spazio ad una lunga intervista a Gualtiero Bertelli, nella quale abbiamo ripercorso insieme a lui tutto il suo vissuto artistico, mancava però un ultimo tassello, ovvero la recensione dell’Antologia edita da Alabianca, e che raccoglie quarantuno brani, di cui sei inediti, tratti da tutta la sua discografia a partire dai Dischi del Sole fino alle più recenti produzioni con Nota. Si tratta di un ritratto a tutto tondo di un cantautore che, come scrive Michele Serra nelle note di copertina: “cantando la classe cantava anche se stesso e viceversa. Le vicende personali, in quegl’anni, erano impensabili al di fuori della storia collettiva”. A differenza di molti altri suoi contemporanei però, Bertelli, forte anche di una formazione musicale non correlata al solo aspetto politico, è riuscito ad uscire dallo schema della canzone di protesta, per diventare la voce poetica del popolo, rileggendo l’attualità e i problemi della società moderna attraverso un approccio più introspettivo e personale. Nelle sue composizioni a partire dal 2001 in poi si avverte chiaramente come abbia sentito l’esigenza di cercare un nuovo pubblico e con esso nuovi stimoli e in questo senso non sono state casuali anche le collaborazioni con vari giornalisti come Gian Antonio Stella, Fabrizio Gatti e Edoardo Pittalis, con i quali ha realizzato numerosi ed applauditi spettacoli, dove il teatro e la canzone diventavano un tutt’uno per raccontare storie in cui l’impegno civile era lo stesso degli anni sessanta ma il linguaggio si è fatto più accattivante e forse meno ostico per quanti non hanno vissuto la stagione della lotta popolare. Bertelli è riuscito così a raggiungere un pubblico più vasto, un pubblico le cui proteste corrono attraverso la rete ma che colto nel vivo, riesce ancora a fermarsi a riflettere. Durante l’ascolto si passa così dalla stagione dei Dischi del Sole con brani come l’ancora attualissima A Portomarghera, Suona la sirena, Stucky, o Primo d'agosto Mestre sessantotto, fino a toccare le splendide pagine di Mi Voria Saver del 1975, nel quale viene ritratta una Venezia ormai priva di quel fervore culturale che l’aveva animata nei decenni precedenti. Arrivano poi A Mi Me Par ed Erba Mata tratte da quel gioiello che è Barche De Carta che nel 1987 gli fece conquistare il Premio Tenco, che fotografano un Bertelli nel pieno di quella sua evoluzione stilistica che lo condurrà ad una vera e propria rinascita con brani come la struggente Sai, o ancora la superba Noi (Che Sui Moli) fino a toccare gl inediti Il mondo Globalizza e Ninna Nanna del Costruttore d'Armi, scritte insieme al giornalista Michele Serra. A completare il tutto nel libretto sono presenti tutti i testi dei brani, comprensivi anche della traduzione per le composizioni in veneziano, una bella introduzione dello stesso Bertelli sulla sua vita e un ricchissimo apparato iconografico. Antologia è, dunque, un ottima base di partenza per conoscere ed approfondire la produzione discografica di Gualtiero Bertelli, scoprendo sia l’intensità e l’impegno sociale delle prime canzoni, sia la bellezza e il fascino delle composizioni più recenti. 



Salvatore Esposito