Strings: Franco Morone, Roberto Dalla Vecchia, Alberto Caltanella, Marcello Capra

Franco Morone – Miles Of Blues (Acoustic Guitar Recors/CdBaby) 
A tre anni di distanza dallo splendido Song We Love realizzato insieme alla talentuosa Raffaella Luna, Franco Morone torna con un nuovo album, Miles Of Blues, in cui attraverso il suo peculiare stile chitarristico e la sua perfetta tecnica esecutiva ci regala tredici brani che condensano la sua visione del blues. Il disco, nato da una attenta ricerca sulle fonti del blues tradizionale, mescola brani originali e reinterpretazioni, nei quali il chitarrista abruzzese ha cercato di andare all’essenza di un genere musicale, da molti suonato con superficialità ma caratterizzato da una profondità e da una suggestione unica, se approcciata con cura. Lui stesso nel presentare il disco ha scritto: “Come insegna Miles Davis, occorre non solo suonare le note giuste, quelle black per intenderci, ma anche evitare di suonarne troppe. Quindi saper usare il silenzio, che si traduce in un sapiente utilizzo delle pause”. Così Franco Morone ha confezionato un disco di grande pregio stilistico, in cui l’ascoltatore riesce a percepisce ogni vibrazione, ogni sfumatura, ed ogni emozione che nasce dalla sua chitarra, suonata sempre con eleganza e spontaneità, senza mai eccedere nei virtuosismi fine a se stessi. Larga parte del disco è ovviamente dedicata alle composizioni originali come la splendida title track, o Slide Ride un brano nato a metà strada tra Leo Kottle e il Delta Blues, o ancora lo slow blues Rainy Night In New York, che confermano Franco Morone come raffinato autore nonché elegantissimo virtuoso del fingerpicking. Completano il disco alcune reinterpretazioni che spaziano dalla sublime versione di Summertime, a Mercy Mercy Mercy di Joe Zawinul, passando per Sitting On A Limbo di Jimmy Cliff e Great Dream From Heaven di Joseph Spence. Miles Of Blues è dunque un disco che piacerà senza dubbio agli amanti della chitarra ma soprattutto farà felici gli appassionati di musica blues. 



Roberto Dalla Vecchia – Hand In Hand (Autoprodotto) 
Raffinato chitarrista acustico e cantante, Roberto Dalla Vecchia negli anni si è ritagliato un ruolo di grande importanza nella scena musicale grazie al suo personalissimo flatpicking. Hand In Hand è il suo quinto disco in carriera, e come lascia intuire il titolo, nasce dall’esigenza di misurarsi con una dimensione corale della musica e non è un caso che per le registrazioni dei vari brani si sia circondato di alcuni eccellenti strumentisti come Patrizio Baù (chitarra), Paolo Bressan (flauti), Martino Coppo dei Red Wine (mandolino), e di una eccellente sezione ritmica composta da Federico Malaman (basso) e Valerio Galla (percussioni). Composto da dieci brani, il disco presenta otto composizioni autografe e due riarrangiamenti, il tutto spaziando attraverso la tradizione mediterranea, il blues e la musica celtica. Lo stile chitarristico è quello di sempre ovvero quello “strumming with fantasy” che è diventato un po’ il suo marchio di fabbrica, come dimostrano le melodie delle varie composizioni semplici ma allo stesso tempo basate su strutture musicali originali e sempre curatissime. Dalla Vecchia infatti rifugge da sempre riff ammiccanti o strutture ritmiche particolari preferendo concentrarsi sulla composizione musicale. Se in alcune tracce sono ancora presenti tracce del passato recente fatto di frequentazioni musicali americane come dimostrano il traditional Cherokee Shuffle e Vals Venezolano No. 2, Hand In Hand vede il chitarrista vicentino concentrarsi soprattutto nel dare ad ogni brano un suo personale imprinting. Non è un caso che dunque a brillare siano soprattutto le sue composizioni come Looking For You, una delicata lullaby vestita di colori irish, o la splendida Talking by the Fireplace, per non parlare della superba River Of Time, le cui sonorità mediterranee lasciano intravedere quale potrebbe essere la direzione da intraprendere nel prossimo futuro. Parimenti vanno segnalate anche la bella title track nella quale la chitarra di Della Vecchia dialoga con i vari strumenti e la conclusiva Sun Rays At Down caratterizzata da intriganti sonorità world. Hand In Hand rappresenta, dunque, per il chitarrista vicentino un punto di svolta importante per la sua carriera, essendo il disco della sua piena maturità artistica sia dal punto di vista tecnico sia da quello prettamente legato alla composizione dei brani. 



Alberto Caltanella - L'albero Della Vita/Tree Of Life (fingerpicking.net) 
A dispetto di molti colleghi fingerstyler che hanno imboccato la via più facile della musica a stelle e strisce, Alberto Caltanella ha scelto di percorrere una strada diversa partendo dalle radici classiche della musica europea. Una scelta doppiamente non facile per chi suona musica acustica, ma senza dubbio mai priva sia di soddisfazioni sia di difficoltà. Inciso per lo più in solitario, il suo nuovo album L'Albero della Vita/Tree Of Life raccoglie dodici brani acustici per lo più strumentali, caratterizzati dal peculiare stile creative strumming, così come è stato ribattezzato dallo stesso autore, che spaziano da composizioni autografe a riarrangiamenti tratti sia dal repertorio di musica classica sia a quello folk. Durante l'ascolto si viene catturati subito dalla tecnica chitarristica e dalla certosina cura per i dettagli melodici che Caltanella imprime a brani come Festival, o la splendida Un Sottile Filo D'Oro in cui duetta con Mauro Martello al flauto tenore, o ancora l'elegante Un Giorno Nuovo caratterizzata dal dialogo tra la sua chitarra e gli archi di Riccardo Alfarè. Vertice del disco sono però le due riletture classiche ovvero l'Intermezzo dalla "Cavalleria Rusticana" di Mascagni e l'Ave Maria di Schubert in una versione per sola chitarra davvero da brividi. Un discorso a parte lo meritano invece Saltarello, in cui brilla il Tin Whitle di Mauro Martello e la cui struttura rimanda direttamente alla tradizione musicale degli Appennini, la piccola e gustosa incursione nel bluegrass di My Grass e la bella versione di Both Side Now di Joni Mitchell cantata da Michela Grena. L'Albero Della Vita è un disco gradevolissimo che non mancherà di entusiasmare gli amanti della chitarra acustica. 



Marcello Capra - I Fili Del Tempo (Electromantic Music/Distribuzione Ma.Ra.Cash) 
Noto per essere il chitarrista dei Procession, storica prog-band italiana, Marcello Capra nel suo percorso artistico ha esplorato in lungo ed in largo vari generi musicali, cercando sempre di affinare il suo stile e la sua tecnica esecutiva, e non è un caso che il suo primo disco solista, Mediterranea, sia ricordato come il primo album dedicato alla chitarra acustica in Italia. Ad appena un anno di distanza da Preludio Ad Una Nuova Alba, Capra pubblica un nuovo album, I Fili Del Tempo, il nono in carriera, che raccoglie dieci composizioni acustiche, che spaziano attraverso varie atmosfere e stili musicali, con rimandi al blues al progressive e alla psichedelia. A differenza dei precedenti questo nuovo lavoro, vede il chitarrista affiancato da due ospiti ovvero Silvana Aliotta, già vocalist dei Circus 2000, alla voce e Beppe Crovella alle tastiere, già memebro di Arti & Mestieri e produttore del disco. L'apporto di questi due musicisti ha permesso a Capra di esplorare con maggiore libertà sonorità diverse come laWest Coast di Dreaming Of Tinder, il tango argentino con Astor dedicata appunto a Piazzolla, ma anche la fusion-samba di Irio, la tradizione Napoletana con Danzarella fino a toccare l'estremo Oriente con For Tibet. Il vertice del disco risiede però in due episodi ovver la cover dei Cream I'm So Glad e il medley dedicato ai Procession, entrambe caratterizzate da arrangiamenti eleganti e particolarmente coinvolgenti. I Fili del Tempo è così una sorta di viaggio attraverso le ispirazioni e le influenze di Marcello Capra, e senza dubbio è l'occasione giusta per scoprire il suo talento, il suo eclettismo e la sua tecnica citaristica. 




Salvatore Esposito