Ali Fuat Aydin & Cenk Güray – Bir. Turkish Musical Traditions (Felmay)

Gli Zeybek erano una sorta di clan di guerrieri che fecero la loro comparsa nell’Anatolia occidentali agli inizi del XVI Secolo e con l’inizio dello sfaldamento dell’impero tra il XVIII e XIX Secolo assunsero una funzione sempre più importante e determinante per la cultura dell’area dell’Egeo Turco. Il loro principale lascito nel campo della musica è un enorme repertorio di musiche da ballo sia femminili che maschili, costituito per lo più da brani strumentali originariamente eseguiti con la sola bağlama, una sorta di liuto a manico lungo, munito di tasti e tipico della tradizione turca, le cui origini sono da rintracciarsi in alcune antiche iscrizioni ittite del XVII secolo A.C. e il cui uso è stato mantenuto da tutte le popolazioni che si sono stabilite nel tempo in quest’area geografica che se ne sono servite per accompagnare la voce o produrre linee ritmiche o melodiche. Attualmente questo particolare genere musicale è eseguito soprattutto con zurna (oboe) e davul (tamburo), ma è molto diffuso anche l’uso di trascrizioni per l’ascolto in ambienti più intimi in cui alla bağlama si aggiungono spesso il nay (flauto) o kementche (violino turco). Ali Fuat Aydin & Cenk Güray sebbene entrambi abbiano alle spalle studi di ingegneria, sono due virtuosi suonatori di questo strumento e soprattutto entrambi hanno condotto ricerche musicologiche nell’ambito di questa tradizione musicale. Il primo, infatti si è concentrato sulla creazione di un’ampia raccolta di brani della sua regione natale, ed in particolare sugli Aiyr Zeybeks, mentre il secondo ha pubblicato recentemente uno dei testi teorici più completi sulla musica turca, senza contare le sue collaborazioni con il Dem Trio con cui ha realizzato nel 2008 lo splendido The Fountain, senza contare la sua tesi sulla musica liturgica turca a cui ha dedicato anche un triplo disco. Forti di una lunga collaborazione dal vivo come duo Aydin e Güray hanno recentemente dato alle stampe Bir, una raccolta di quattordici zeybeks, strumentali, trascritti e riletti per due bağlama. L’ascolto è così un suggestivo viaggio attraverso melodie arabescate, complessi intrecci ritmici e splendidi paesaggi sonori, in cui si spazia spesso da momenti riflessivi intimistici a sinuosi spaccati da ballo, il tutto eseguito con grande professionalità. Sia nei momenti solistici, sia nei duetti, entrambi i musicisti non si limitano ad una esaltazione della propria tecnica strumentale ma imprimono ad ogni brano una forte dose di passionalità, come se loro stessi fossero una sorta di portavoce di una tradizione lontana nel tempo e la cui urgenza comunicativa nascesse dall’esigenza di far conoscere una tradizione in cui spiritualità e bellezza musicale si intrecciano fondendosi. 



Salvatore Esposito