Storie di Cantautori Pt.3 – Lissander Brasca, Ninfa Giannuzzi, Manè, Nidi di Nebbia, Giuseppe Reghini

Lissander Brasca - Sot La Cender (Autoprodotto) 
Eclettico polistrumentista e cantautore lombardo, Lissander Brasca vanta un curriculum di tutto rispetto come dimostra la partecipazione al Premio Tenco nel 1995, giusto qualche anno dopo il suo esordio. Dopo essere sparito dalle scene, nel 2009 ha cominciato a prendere corpo il progetto di realizzare un disco, è nato così Sot La Cender, che raccoglie dieci brani originali scritti una sorta di koinè lombarda, ovvero mescolando i vari dialetti della Lombardia. Una scelta che si può dire molto originale, a cui se ne accoppia un’altra, ovvero il suo sound che abbraccia influenze che spaziano dal folk-rock americano, al combat rock passando per la canzone d’autore. Pur battendo un sentiero già percorso da Davide Van De Sfroos, Brasca dimostra di avere grandi potenzialità come cantautore, come dimostra anche la qualità dei testi che spaziano da situazioni paradossali e grottesche (Guerra e Ricco Spietato) alla poesia (L’Albero è Cresciuto, Luigi Luigi) passando per qualche accenno alla politica con la splendida El penser de la mort in due parti. Non manca qualche bella ballata come nel caso della intensa Fabrega o qualche divagazione nel folk come nel caso di Lissindrine Ship-Train Rhythm che rimanda al repertorio delle Quattro Province. Sot La Cender è dunque un disco molto originale tanto nei suoni quanto nei testi, e siamo certi che Brasca nel prossimo futuro sarà capace di sorprenderci. Le potenzialità non mancano. 


Ninfa Giannuzzi - Funzione Preparatrice Di Un Regno (Amo Per Amo)
Nota per essere, fino a qualche anno fa, una delle voci dell'Orchestra Della Notte Della Taranta, Ninfa Giannuzzi, è senza dubbio uno dei grandi talenti della scena musicale salentina e non solo per essere una raffinata interprete dei brani della tradizione ma anche perchè in parallelo ha coltivato interessi musicali diversificati come dimostra l'ottimo disco d'esordio Tis Klèi, che mescolava canti che spaziavano dal Libano al Sudamerica fino a raggiungere il suo Salento. Il suo eclettismo musicale, e soprattuto il desiderio di volersi esprimere a pieno come artista a tutto tondo l'hanno condotta tra il 2008 e il 2009 ad ideare insime a due eccellenti musicisti quali Dario Margiotta (chitarra) ed Egidio Marullo (batteria), Funzione Preparatrice Di Un Regno, uno spettacolo teatrale che la vedeva alternare brani propri a rivisitazioni di Kurt Weill e Edith Piaff. I nove brani composti all'epoca per la piece teatrale sono stati ora raccolti nel disco omonimo, pubblicato dall'Associazione Culturale Amo per Amo, e che ci svela la cantante salentina nell'inedita veste di cantautrice. Ad accompagnarla oltre a Marullo e Margiotta, troviamo anche altri musicisti salentini noti per essere o per essere stati parte anch'essi dell'Orchestra della Notte della Taranta come Emanuele Licci (chitarra elettrica), Roberta Mazzotta (violino), Admir Shkurtaj (fisarmonica), Valerio Daniele (chitarra elettrica), Marco Della Gatta (pianoforte), e Giuseppe Spedicato (basso). Il risultato è un disco di grande suggestione poetica, con la Giannuzzi perfetta nell'approcciare brani dalle strutture musicali complesse, che mescolano canzone d'autore, rock e teatro, come nel caso della splendida Trama Difettosa, un brano che rimanda alla migliore tradizione cantautorale italiana ma impreziosito da un arrangiamento superbo o la torrida Elogio Al Rancore. Il disco non è mai avaro di emozioni e ogni brano lascia il suo segno, anche dopo un solo ascolto, sia per la forza dei testi sia per le strutture melodiche sempre eleganti ed accattivanti. Ogni traccia rappresenta uno stato d'animo, un'emozione, un'inquietudine profonda che nasce da un'esistenza spesa sull'orlo del baratro, in un equilibrio tra sogni e bisogni, il tutto con la tensione continua di uscire dal silenzio e il desiderio di comunicare. E' così che nasce l'esigenza di dare vita ad un regno nuovo in cui rifuggiarsi come un sogno, come quello spazio evocato nella struggente Spazio Mortale. Chiudono il disco due piccoli gioielli ovvero Miele D'Api tratta da Le Fleu del poeta simbolista belga Emil Verhaeren e Modi Di Vedere Il Mare ispirata all'omonimo racconto di Luis Sepulveda, che aprono uno spaccato su quello che era l'idea dello spettacolo teatrale ovvero unire in un tutt'uno canzone d'autore, poesia e teatro. 



Manè - RadioWave FM.10 (Factory Music Records) 
Pierangelo Manenti, in arte Manè, oltre ad essere un produttore ed un compositore, è uno dei rari esempi di cantautore nell’ambito dell’elettronica, con alle spalle un apprezzato disco di debutto, Cromo Inverso pubblicato nel 2004. Il suo stile mescola influenze che spaziano dai Depeache Mode ai Queen, passando per David Bowie e il glam rock, il tutto con una buona dose di originalità soprattutto a livello di produzione. Per festeggiare il suo decimo anno di attività, Manè ha dato alle stampe un Ep, RadioWave FM.10 che raccoglie due nuovi brani, ovvero Rolls Royce e Verso Il Mare e due versione speciali di Nereide e Immagine. Si tratta di un lavoro che concettualmente anticipa quello che sarà il suo prossimo album, Clockwork Orangina, inciso con la partecipazione di Valerio Gaffurini e Alessandro Ducoli. L’ascolto tanto dei brani nuovi quanto delle versioni alternative, è assolutamente coinvolgente ed in particolare piace Rolls Royce che su internet e in qualche radio ha avuto subito un grande successo. Le ormai note potenzialità cantautorali di Manè e il pregio delle sue composizioni di essere assolutamente radiofriendly rappresentano un ottima base di partenza per quello che sarà il suo nuovo album.




Nidi Di Nebbia - Nidi Di Nebbia (Autoprodotto) 
Il progetto Nidi Di Nebbia nasce nel 2010, quasi casualmente, dall’idea di due amici Tommaso Giovanardi e Matteo Barbieri di concretizzare il loro sogno di realizzare un disco con brani originali, dopo una lunga esperienza in una cover band di Neil Young, i Painters. Tutto è cominciato quasi per gioco con Giovanardi che doveva incidere un brano per la sua ragazza e poi quasi automaticamente i suoi testi hanno incontrato le musiche di Barbieri e nell’arco di un mese si sono ritrovati un intero disco. Ispirate dai paesaggi autunnali dell’Emilia, i brani raccolti nel disco godono di una scrittura semplice eppure molto diretta che pesca nella migliore tradizione americana a partire dal loro nume tutelare Neil Young, più volte omaggiato ora con un riff ora con qualche atmosfera affine ai suoi dischi più poetici. Il risultato si può dire assolutamente soddisfacente per essere un disco di debutto, ma ciò che colpisce in modo particolare è la capacità dei Nidi di Nebbia di muoversi con agilità attraverso le ballate come La Signora Verde e i brani più rock come nella sorprendente Correnti Sconosciuta che rimanda al Neil Young di Le Noise. Tra i vertici del disco vanno segnalate Sette Giorni Lontano con il banjo di Giorgio Pallotti in bella evidenza, Viaggiatore Su un Mare Di Nebbia e Blues Del Vicolo Grigio, che mettono bene in evidenza tutte le potenzialità di questo gruppo. Questo debutto omonimo dei Nidi Di Nebbia è un bell esempio di cantautorato artigianale, fatto con passione e dedizione e siamo certi che per il futuro, con maggiori mezzi a disposizione questi ragazzi sapranno farsi valere certamente. 


Giuseppe Righini - In Apnea (NdA Press/Interno 4 Records) 
Segnalatosi come una delle migliori proposte della raccolta La Leva Cantautorale degli Anni Zero, Giuseppe Righini con il suo secondo album In Apnea, ha dato prova di essere un songwriter di razza, con l’aggiunta di essere anche uno scrittore dai tratti molto poetici e dal grande lirismo. Il trentottenne riminese infatti con questo nuovo album ha voluto unire le due passioni, quella per la canzone d’autore e quella per la scrittura accompagnando al disco un libro contenente dei microracconti di grande intensità corredati da splendide illustrazioni di Alexa Invrea. Dal punto di vista sonoro le sue canzoni rimandano ora a David Sylvian ora all’ultimo Andrea Chimenti, il tutto senza però perdere di vista la propria personalità artistica e lavorando in sottrazione e scarnificando le linee melodiche. Emergono così i brani in tutta la loro potenza lirica e il loro fascino poetico come dimostrano le splendide I Fiori Di Plastica, la title track e L’Ultimo Sogno di Arthur Rimbaud. Il vertice del disco però è rappresentato da Anima d'animale, un intensa riflessione del rapporto tra uomo e animali, ma soprattutto dalla struggente E Mio Padre Se Ne Vola Via, una delle più intense e commoventi canzoni italiane degli ultimi anni. Muovendosi di pari passo rispetto ai racconti contenuti nel libro, le canzoni contenute nel disco compongono un progetto artistico di rara bellezza nel quale l’eccellente songwriting di Righini si accompagna in modo eccellente ai suoi racconti quasi questi ultimi fossero delle appendici inscindibili. In Apnea è dunque un piccolo gioiello dal leggere ed ascoltare in contemporanea.



Salvatore Esposito