Mantice – Incontri e Racconti (Autoprodotto)

Nati oltre venticinque anni fa, i Mantice, sono un gruppo della provincia di Latina impegnato da tempo nella ricerca, nel recupero e nella reinterpretazione dei canti e delle musiche tradizionali dei Monti Lepini. In tutti questi anni, caratterizzati tanto da concerti quanto da contatti diretti con gli informatori, era mancato però un disco, che in qualche modo cristallizzasse la loro esperienza di musicisti e di ricercatori. Ritrovatisi in studio per registrare alcuni demo, piano piano il gruppo si è ritrovato tra le mani un disco completo, è nato così Incontri e Racconti, una splendida raccolta di quattordici brani tradizionali, incisi dal vivo in studio e riarrangiati magistralmente da Orlando D’Achille e Maurizio Villa. Ciò che colpisce sin da subito, durante l’ascolto è l’immediatezza del suono, la cui ruvidezza in alcuni frangenti è superata dal fascino delle melodie e dalla bravura della cantante Tiziana Spini. I musicisti guidati dall’organetto di Marco Delfino, dialogano alla perfezione come dimostrano gli eleganti intrecci melodici tra la chitarra di Paolo Incollingo, l’organetto di Laura Perazzotti e i fiati di Orlando D’Achille, il tutto supportato dalle ritmiche dei tamburelli di Gianni Netto. Alle registrazioni hanno preso parte molti ospiti tra nomi noti e meno noti e tra questi vale la pena citare Maria Moramarco, Davide Conte, Alessandro Del Signore, Maurizio Villa, Marc Jacomelli. Il disco è così l’occasione per ripercorre insieme ai Mantice il loro percorso di ricerca partendo dalla zona dei Monti Lepini dove si è concentrato maggiormente il loro lavoro per estendersi poi all’Agro Pontino, alla Marsica ed in fine all’Irpinia, il tutto spaziando da canti di lavoro, serenate, canzoni narrative, canti di questua e musiche da ballo. Il cuore del disco è rappresentato da brani come la ballata d’amore Alziti Bella, il salterello In Mezzo al Mio Petto, gli Stornelli a ‘n Tuzzà, la dolcissima Ninna Nanna e la struggente La Bella Ninfa, tutti trasmessi da Graziella Di Prospero e Giorgio Pedrazzi, e provenienti dall’area dei Lepini, ma ad arricchire il repertorio troviamo due splendide serenate apprese da Filippo Di Loreto, un anziano suonatore di Civitella Alfedana, e Son Vegnesto In Piscinara, un’antico brano dell’area di Latina risalente alla bonifica pontificia dell’area allorquando i coloni veneti giunsero portando con se le loro tradizioni musicali. A completare il disco troviamo un valzer francese Violetta appreso da Ambrogio Sparagna, il Saltarello di Priverno trasmesso da Francesco Aresu, un anziano suonatore di violino, e altri tradizionali laziali come Jemose Bella Mia, Il Saltarello e Ballarella. Un discorso a parte lo merita invece Montemarano, qui riproposta in una versione che mette insieme alcune strofe apprese da Mario Salvi e Ambrogio Sparagna e che si caratterizza per la linea melodica guidata da un bell’intreccio tra flauto e chitarra battente. Incontri e Racconti rappresenta per i Mantice un punto d’arrivo importante ma anche un nuovo inizio in quanto mentre suggella venticinque anni di attività, gli apre le porte alla discografia, dando avvio ad una nuova fase, nella quale ci auspichiamo continuino ad incidere canti dell’area laziale per mantenere vivo il fuoco della tradizione.

Salvatore Esposito