Agnes Obel – Philarmonics (Pias Recording)

Qualche giorno fa stavo guidando nel traffico caldo e caotico di Bologna, la radio del mio potente mezzo (un Kangoo Renault) che gracchiava fastidiosamente quando una canzone, caratterizzata da un pianoforte nordico e atmosfere decisamente serie ma non seriose mi ha colpito. Si trattava della signorina Agnes Obel, pianista e cantante, songwriter danese, il pezzo si chiamava Down by The Riverside e racconta in modo semplice ma non semplicistico, una storia a meta’ tra il sogno e la visione. Qualche giorno dopo, ho avuto modo di rivedere casualmente Gli Uccelli, il famoso film di Hitchock e posso meglio capire come mai la copertina di questo cd della bella e diafana Agnes sia un omaggio all’eleganza leggera e priva di orpelli del buon Alfred, anche se non ci sono gufi nel film, con la stessa leggera serendipità, ho capito che le cose che sembrano capitare per caso siano in realtà degli incontri con noi stessi. Il disco è una boccata d’aria fresca sia per le composizioni che danzano in modo infantile tra la musica classica e i racconti di formazione e il suono. Il pianoforte, che la Obel suona  (e canta, perché di canto si tratta quello che lei fa col piano) con maestria, è uno strumento difficile da registrare, a mio modesto parere, infatti ci sono grandi differenze tra strumento e strumento ma forte è l’influenza del tocco e delle parti. Agnes segue una strada molto affascinante ma difficile da percorrere, le note sono spesso cristalline, isolate, e questa strada ti mette a nudo. La sua musica non è una posa, si sa quanto "tiri" la donna pianista, è un genere intramontabile da Nina Simone in avanti ma qui , qui si avverte una vera necessità espressiva espressa al meglio con le idee chiare. Agnes si occupa anche della fase di produzione artistica e si sente, il disco è infatti coeso e c’è un percorso stilistico che prevede briosi accordi e note tenute, le melodie sono sempre cantabili e i pochi strumenti che si aggiungono vengono fatti entrare in punta di piedi. Non ci sono i fuochi d’artificio creati ad hoc per sbalordire ma anche per distrarre, i voicings degli accordi sono volutamente semplici, anche dal punto di vista armonico, le scelte sono quelle di una minimalità efficace. Agnes dal 2005 abita a Berlino, attratta dall’atmosfera musicale della città tedesca. Mi sa che presto farà una visita a Berlino con il mio basso. Provo sempre quel sano genere di invidia di fronte a cd come questo, invidia per una industria discografica che esiste e resiste, il cd della Obel è stato infatti un successo, e il successo della buona musica rende migliore il nostro pianeta.

Antonio “Rigo” Righetti