Maria Colegni – Mashinka (Nota)

Il Gruppo Folk Internazionale è considerato come uno degli esempi più brillanti di quella che è stata l’avanguardia del movimento di riscoperta delle forme musicali tradizionali in Italia. Oltre a Moni Ovadia, che ne fu l’animatore e l’ispiratore, era parte di questo ensamble all’epoca rivoluzionario anche Maria Colegni, interprete e ricercatrice raffinata, che anche dopo lo scioglimento del gruppo non ha mai smesso di seguire la sua passione per la musica popolare ed in particolare per quella dell’Est Europeo. Il suo nuovo album Mashinka, vede riunirsi intorno a lei molti di quelli che furono i suoi compagni di avventura nel Gruppo Folk Internazionale a partire proprio da Moni Ovadia per proseguire con Roberta Zanuso, Maurizio Dehò e Gianfranco Calabrese. Ognuno di loro negli anni ha seguito la propria strada, il proprio percorso di ricerca, ma non si sono mai persi di vista, così quando si è presentata l’occasione per unire ancora le forze non hanno esitato ad abbracciare il progetto della Colegni. Della partita sono anche il Rapsodija Trio e Vladimir Denissenkov, ma soprattutto le fotografie Stefano Pallavisini, autore non solo della splendida copertina ma anche delle altre contenute all’interno del libretto. Quasi fosse un concept album, il disco è una splendida raccolta di canzoni in cui si intrecciano i temi dell’amore e della lotta in tutte le loro forme ed eccezioni, andando a comporre un viaggio nel tempo, attraverso terre e lingue diverse. Se Maria Colegni si conferma una straordinaria ed originale interprete, in grado di muoversi con agilità tra tradizioni musicali diversissime tra loro, a Gianfranco Calabrese va dato il merito di aver saputo guidare strumentisti e voci dando al sound un taglio estremamente curato e soprattutto in grado di reggere il confronto con l’eclettico repertorio preso in esame. Ad aprire il disco è il tradizionale Rom Garì garì tziganksy, brano che rimanda vagamente ai dischi del Gruppo Folk Internazionale, ma è con Boum! di Charles Trenet e Nana's lied di Bertolt Brecht e Kurt Weil, che Mashinka comincia a svelarsi in tutta la sua bellezza con le voci di Maria Colegni, Roberta Zanuso e Simonetta Artuso che duettano, dialogano e si sommano con estrema eleganza e vivacità. La splendida Song Of Choice di Peggy Seeger introduce al tradizionale italiano Gorizia, quest’ultima in una versione scarna ma profondissima con le tre voci ancora protagoniste. Si prosegue poi in un fluire continuo di emozioni trasportati da danze rom (Garì Garì), tradizionali bulgari (Vido Vido) e rimandi alla musica yiddish, fino ad arrivare alla toccante L’Isula di Duilio Del Prete, interpretata magistralmente da Moni Ovadia, e nella quale si condanna senza mezzi termini la repressione religiosa. Il vertice del disco sono la splendida resa di Stalingrado degli Stormy Six, e Barcarolla di Jacques Offenbach, tratta dai Racconti di Hoffmann e tradotta in francese da Roberta Zanusa. Mashinka è un piccolo capolavoro che ci riporta indietro nel tempo alle magie del Gruppo Folk Internazionale, il tutto impreziosito dalle voci delle tre cantanti che imprimono ad ogni brano una forza, e una coralità che incarnano benissimo quella che è la voce del popolo sia esso italiano, francese, tedesco, bulgaro, rom o russo.

Salvatore Esposito