Vito Di Modugno Quartet with Fausto Leali – Black, White And Blues (Abeat Records, 2023)

Hammondista tra i più apprezzati della scena jazz internazionale, Vito Di Modugno si è formato in ambito musicale sin da giovanissimo sotto la guida del padre Pino, noto fisarmonicista, e successivamente ha ampliato i suoi orizzonti espressivi suonando con disinvoltura anche pianoforte, basso e contrabbasso, per approdare alla didattica con l’insegnamento e la pubblicazione di diversi metodi per le tecniche strumentali. Parallelamente molto intenso ed articolato è stato il suo percorso artistico, costellato da prestigiosi riconoscimenti come le segnalazioni tra i migliori organisti per rivista americana Downbeat e i diversi Jazzit Award, nonché costellato da collaborazioni di prestigio e diversi album come leader. L’ultimo in ordine di tempo è “Black, White And Blues” disco inciso con Michele Carrabba al sax tenore e soprano, Pietro Condorelli alla chitarra e Massimo Manzi alla batteria, a comporre un quartetto collaudato da una esperienza ormai ventennale. Ad impreziosire il tutto è la partecipazione di Fausto Leali, voce tra le più intense della scena musicale italiana su cui si muove ormai dagli inizi degli anni Sessanta, quando giunse al debutto sulla spinta travolgente del blues e rhythm & blues che irrompevano nel pop di casa nostra, che ancora faceva i conti con il beat. Come non ricordare la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 1968 con “Deborah”, cantata in abbinamento a Wilson Pickett e il grande successo che ebbero “Angeli Negri”, versione in italiano di “Angelitos Negros” e “A Chi” che riscriveva “Hurt” di Roy Hamilton. L’incontro tra il quartetto di Vito Di Modugno e Fausto Leali è, dunque, sorprendente perché ci offre la preziosa occasione di apprezzare quest’ultimo in un contesto del tutto diverso da quelli mainstream a cui siamo abituati, lontano dai riflettori dei programmi pomeridiani nostalgici o dai successi in ambito pop, ma piuttosto accompagnato da un quartetto jazz in grado di esaltare la sua vocalità, le cui radici affondano nel blues e nel rhythm & blues e più in generale nella musica americana. In questo senso non casuale ci sembra anche il titolo del disco ad evocare il suo universo musicale nel quale si incontrano la musica italiana e quella afroamericana. Registrato al Mast Studio di Bari nel febbraio del 2021 e mixato e masterizzato presso l’Artesuono Recording Studios di Cavalicco (Ud) da Stefano Amerio, il disco mette in fila nove brani che abbracciano un repertorio che spazia tra classici del repertorio del cantante lombardo a standard jazz e blues, passando per due brani inediti. L’ascolto svela un quartetto caratterizzato da una grande versatilità nel muoversi tra jazz, blues e soul, ma soprattutto da un impeccabile interplay in cui spiccano l’Hammond di Di Modugno, il sax di Carabba e la chitarra di Condorelli, ad avvolgere la vocalità inconfondibile di Fausto Leali. Ad aprire l’album è quella “Angelitos Negros” di Pedro Infante su testo del poeta poeta e politico venezuelano Andrés Eloy Blanco e che il cantante lombardo ripropone nella versione originale, magistralmente eseguita dal quartetto. Si prosegue con le pregevoli riletture di "What mama told me” e “Georgia On My Mind” e una sorprendente quanto insolita versione blues di “Come Together” dei Beatles che esce dagli stilemi classici in cui siamo abituati ad ascoltarla. Che dire poi di “Hurt” che anche qui proposta nella sua versione originale in inglese con l’aggiunta della strofa finale in italiano a riannodare i fili del tempo. Se l’elegante “Memories On My Mind”, composta da Rosanna D’Ecclesiis e Vito Di Modugno e cantata a due voci con Germana Schena, ci porta nei territori del jazz contemporaneo, la successiva “Mi Manchi” è uno dei classici del songbook di Fausto Leali che qui apprezziamo in una raffinata versione dal tratto soul jazzy di grande potenza evocativa. Verso il finale arriva un altro grande classico del soul “Knock On Wood” dal repertorio di Otis Redding e il crooning della “The Eyes Of Soul”, altro inedito del disco firmato da Federica Lorusso e Vito di Modugno. Insomma, “Black, White And Blues” è un album denso di fascino nel quale il jazz contemporaneo incontra il blues e il soul, un incontro in musica fortunato tra quartetto dal sound ricercato ed elegante e un interprete d’eccezione. 


Salvatore Esposito

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