Pifferi, Muse e Zampogne XVII edizione, Arezzo, 7-10 dicembre 2023

Si è svolta ad Arezzo, la prima settimana di dicembre, la ventisettesima edizione del festival pifferi, muse e zampogne diretto silvio trotta, presidente dell’Associazione Musicanti del Piccolo Borgo, in collaborazione con il circolo culturale Aurora e il Teatro Comunale di Bucine. La manifestazione ha riscosso da parte del numeroso pubblico grande successo grazie alla partecipazione di tre gruppi di indiscussa qualità artistica e punti di riferimento del panorama della world-music italiana. Le scelte hanno ancora una volta saputo valorizzare la forza culturale della musica popolare. Voci possenti, strumenti musicali arcaici e storie millenarie, unite ad arrangiamenti contemporanei e nuove sonorità hanno inondato le tre serate in un impatto trascinante nella propria dimensione più consona, quella dal vivo. Venerdì 8 dicembre il piccolo palco è stato invaso dai numerosi musicisti dell’Orchestrona (da camera) della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli. L’ensemble è, al tempo stesso, un corso di musica d’insieme ed il gruppo di rappresentanza della suddetta Associazione che da oltre 35 anni si occupa di Musica popolare. È un progetto che nasce oltre 20 anni fa da un’idea di Davide Castiglia, oggi direttore del gruppo, che ha voluto realizzare una formazione assolutamente atipica, un amalgama ben riuscito tra una banda ed un’orchestra che non è in realtà nessuna delle due ma sintesi elegante di entrambe. Nell'organico, assolutamente intergenerazionale, adolescenti, adulti ed ultrasettantenni, maestri,
allievi ed ex allievi della Scuola, condividono un progetto musicale dove fisarmoniche, violini, violoncelli, contrabbassi, cornamuse, flauti, mandolini, chitarre e percussioni contribuiscono a costruire un repertorio scelto fra i migliori brani da ballo e d’ascolto della musica popolare europea. Walzer e mazurke francesi, manfrine romagnole, scottish, gighe e tarantelle, riescono a raccontare la eterogenea ricchezza e la trascinante bellezza delle musiche di tradizione. Il pubblico sorpreso ed estasiato ha risposto in modo entusiasta al repertorio concedendo al gruppo prolungati applausi. Gli Unavantaluna, Cumpagnia di Musica Siciliana, hanno animato la seconda serata presentando il loro nuovo lavoro “SICULO”. Il titolo del cd richiama le comuni origini del quartetto nato nel 2004 grazie a Carmelo Cacciola (voce, laouto cretese e oud), Luca Centamore (voce e chitarre), Pietro Cernuto (voce, zampogne, flauti popolari) e Francesco Salvadore (voce). Suonano "in siciliano la musica du popolo” nel tentativo riuscitissimo di coniugare il passato con il presente costruendo equilibrio fra tradizione e innovazione musicale. Il loro repertorio infatti, affianca alle tarantelle, contraddanze, canti di lavoro, canti della tradizione marinara e pastorale, composizioni originali frutto della loro creatività. 
I brani di nuova composizione scaturiscono da una scrittura collettiva, dalle comuni esperienze musicali legate al territorio di appartenenza, dall’amore verso la loro Sicilia ma soprattutto dall’amicizia e la stima che li lega. Mantengono nella composizione lo stile tradizionale mediante l’utilizzo di strumenti tipici della loro terra dalle origini millenarie, quali: il friscaletto siciliano, la zampogna a paro, il tamburello e il marranzano ma l’inserimento del laouto cretese e del oud rimandano a stilemi modali dei paesi mediterranei in un incontro sapiente tra culture diverse. Il concerto, eseguito senza amplificazione, si è snodato fluido, in un interscambio colloquiale con il pubblico che curioso poneva domande, esprimeva riflessioni alle quali Francesco Salvadore rispondeva con ironia e sagacia. La vicinanza tra il palco e il pubblico, “valore aggiunto” del magico spazio del Circolo Aurora, ha sorpreso gli stessi musicisti che pur abituati a grandi teatri hanno apprezzato questa insolita esperienza valorizzandone la possibilità comunicativa e l’intensità dell’incontro. Nei canti risuonavano echi di paesaggi sonori riconoscibili per chiunque ami la Sicilia, la forza di Stromboli, la mitica Scilla, la luminosità dello Stretto, i colori dei monti Peloritani e modi di dire, espressioni senza
tempo ancora vive e semanticamente attuali. L’intensità delle voci” sporche” di Carmelo Cacciola e Francesco Salvadore mediavano suggestioni arcaiche e la zampogna a paro dell’ineguagliabile M. Cernuto trascinava in atmosfere oniriche. ”La tradizione ci appartiene ma noi non apparteniamo a questa tradizione” ha affermato Francesco Salvadore e ciò giustifica la scelta di oltrepassare la riproposta verso nuove composizioni presenti nel concerto. Questi musicisti sono uomini che vivono fuori dalla loro Sicilia pur avendola nell’anima e nelle loro esibizioni pur vivaci risuona una nota di nostalgia. Il concerto è terminato con uno strumentale indimenticabile “Mia pace” dove Pietro Cernuto con il suo friscaletto ha emozionato il pubblico rimasto sospeso alla fine dell’esecuzione in attimi di silenzio prima di esplodere in un fragoroso applauso. La terza e ultima serata svoltasi al Teatro Comunale di Bucine (Ar) in collaborazione con la Diesis Teatrango, vivace e impegnata compagnia teatrale del nostro territorio, ha ospitato EtnoMuSa, orchestra di musica etnica dell'Università Sapienza di Roma, nata nel 2013, da un'idea di Letizia Aprile che ne sarà la direttrice fino al 2023. Dal 2023, l’orchestra è passata sotto la direzione di Francesco Berrafato, giovane ed appassionato organettista impegnato nella ricerca sulla musica tradizionale e nell’esplorazione dei punti di contatto con altri generi musicali come la musica classica e la musica elettronica. EtnoMuSa, oltre ad un’orchestra è anche un laboratorio di musica di tradizione popolare
memoria delle cosiddette “culture subalterne” - di musica etnica e sociale. Ne è testimonianza “Storie e Culture attraverso la musica popolare” concerto poliedrico e affascinante presentato a PMZ, che attraversa paesaggi sonori diversi mantenendo sempre e comunque la capacità comunicativa legata alla tradizione orale, rintracciata anche in musiche internazionali ed elevata a valore antropologico. L’esibizione del grande gruppo si è arricchito delle danze di Viola Centi E M. Carmen Di Pace realizzando quel connubio inscindibile tra musica e danza sempre presente nella tradizione che permette di mischiare un piacere estetico, un piacere dinamico e un piacere emozionale. Grande serata dunque al teatro Comunale di Bucine colmo di spettatori attenti e partecipi consapevoli di aver fruito di un concerto colto e divertente animato da giovani musicisti capaci di assorbire il passato verso il futuro. 


Gloria Sereni

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