Emanuele Primavera Quartet – Above The Below (Abeat Records, 2020)

Batterista siciliano classe 1980, Emanuele Primavera, dopo gli iniziali studi classici di pianoforte, si è formato presso "L'Università della Musica" con Ettore Mancini e Fabrizio Sferra, per intraprendere successivamente un articolato percorso tra seminari e workshop con artisti della scena jazz internazionale e che ben presto si è evoluto in un intenso cammino artistico, costellato da collaborazioni prestigiose e diversi album come sideman. A corollario di questo percorso nel 2015, il batterista siciliano ha dato alle stampe il suo album di debutto "Replace" che lo vedeva affiancato da Fabrizio Brusca, Seby Burgio e Carmelo Venuto e che lo ha segnalato al grande pubblico anche nelle vesti di leader. A distanza di cinque anni, Emanuele Primavera torna con "Above The Below", nuovo album registrato in quintetto con Alessandro Presti (tromba), Alessandro Lanzoni (pianoforte), Nicola Caminiti (sax alto) e Carmelo Venuto (contrabbasso), quattro giovani talenti della scena jazz italiana che impreziosiscono le nove composizioni originali in scaletta. Il disco ha preso forma dopo una lunga fase di gestazione e maturazione dal vivo, iniziata nel 2017, e ci svela i frutti di un lavoro di ricerca intenso e rigoroso nel quale Primavera ha via via affinato le sue composizioni, facendo emergere a pieno gli addentellati con i suoi sentimenti più intimi e personali. L'ascolto svela un disco dalle solide ed equilibrate architetture compositive in cui il batterista è riuscito a bilanciare perfettamente la ricerca melodica con quella armonica, consentendo ad ogni strumentista di ritagliarsi i propri spazi. Scopiamo, così, il talento e il rigoroso background formativo di Nicola Caminiti al sax, il lirismo della tromba di Alessandro Presti, l’eleganza del piano di Alessandro Lanzoni, così come le perfette dinamiche ritmiche sviluppate dalla batteria di Emanuele Primavera e dal contrabbasso di Carmelo Venuto. Sin dalle prime battute dell’iniziale “Walk Away” si coglie come in ogni nota sia racchiusa l’anima profonda della Sicilia con il quintetto che si fa interprete di una narrazione fascinosa ed immaginifica che procede tra spaccati cantabili ed aperture all’improvvisazione, tra dialoghi serrati tra le voci strumentali e gustosi assoli. Si prosegue con il dialogo tra fiati e pianoforte del crescendo “Anace” e la notturna e riflessiva “Sea Lament” che ci schiudono le porte alla superba “Impro Entropya” che ci svela il lato più sperimentale e coraggioso del quintetto di Emanuele Primavera. Se in “Finding Clarity in Discomfort” spicca il superbo solo di contrabbasso di Carmelo Venuto, nella successiva “Black Dagoes” ci immergiamo in un brano dalla trama sonora accattivante in cui la batteria sostiene le brillanti evoluzioni dei fiati. La pianistica “Diary Of Waiting” ci conduce verso il finale con la sinuosa “Thea” e il magmatico incedere di “E.T.N.A. Energy Ticks Need Aching” che completano un disco di eccellente fattura che consacra cinque tra i migliori talenti della scena jazz italiana. 


Salvatore Esposito

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