Petroloukas Halkias & Vasilis Kostas – The Soul of Epirus (Artway Technotropon Greece, 2019)

Questo album che porta al centro dell’attenzione una regione non lontana da Lecce, l’Epiro, e lo fa mostrando freschezza e capacità di dialogo. La storia comincia quattro anni fa, quando Petroloukas Halkias fa tappa a Boston. Oggi ottantacinquenne, Halkias è nato a Delvinaki, un villaggio epirota della provincia di Pogoni ed è cresciuto respirando l’arte di due maestri del clarinetto, Philippos Rountas e Kitsos Harisiadis, imparandone l’arte col padre, Periklis Halkias, che aveva vissuto e lavorato come musicista negli Stati Uniti prima della seconda guerra mondiale. A sua volta Petroloukas Halkias, fra il 1960 e il 1980, ha vissuto e lavorato negli Stati Uniti, divenendo uno degli ambasciatori delle musiche dell’Epiro in Nord America, protagonista di numerosi gruppi. Tornato in Grecia, Petroloukas Halkias ha continuato a suonare dal vivo in Nord America ed è in occasione di uno di questi tour che ha avuto l’opportunità di ascoltare Vasilis Kostas. Originario di Ioannina, Kostas si è prima distinto come chitarrista jazz, ma negli ultimi anni ha optato per il laouto, il liuto greco a otto corde che suona anche con i Global Messengers di Danilo Perez. Proprio a Boston, dove Kostas insegna, Halkias l’ha ascoltato suonare “Skaros”, brano tradizionale dal repertorio dei pastori. Halkias ricorda che Kostas «utilizzava lo stesso identico fraseggio che uso io quando suono quel brano. Ho subito capito che è un musicista capace di grandi cose». Entrambi erano stati invitati all’evento annuale che celebra le danze greche organizzato dell’Epirotic Society di Worcester. Pur venendo entrambi dalla provincia di Pogoni, i due non si erano mai incontrati prima. Ben impressionato da Kostas, Halkias lo ha incoraggiato ad ampliare il repertorio di brani dell’Epiro, mettendone in luce non solo la matrice popolare ma anche le possibilità strumentali: «Ho incoraggiato Vasilis ad adattare in chiave strumentale brani quali “Zagorisio”, “Palio Zagorisio”, “Potamia”, e “Gkekas” e gli ho chiesto di lavorare su un fraseggio strumentale più ampio. Avendo avuto nuove occasioni di incontro si è mostrato pronto a suonare con il laouto proprio quel che io suono con il clarinetto». Da parte sua, Vasilis Kostas mostra tutta la sua gratitudine per questo incontro: «È raro che un maestro del livello di Petroloukas interagisca con un musicista delle generazioni più giovani. Lui è davvero entusiasta della nostra collaborazione ed io gli sono eternamente riconoscente». Dall’incontro è nato anche il progetto di un disco ed i due l’hanno voluto dedicare al repertorio degli anni ’20 e ‘30 del secolo scorso di un grande clarinettista, Kitsos Harisiadis. “The Soul of Epirus” è stato registrato in tre giorni ad Atene, nello studio Sierra, coinvolgendo ospiti quattro ospiti d’eccezione: Petros Halkias al clarinetto in “Gkekas” e “Fysouni”, il laouto di Thanasis Vollas in “Fysouni”, oltre al defi e alla darbuka di Andreas Papas e alla voce di Kostas Tzimas (che canta in nel conclusivo “Mariola”). Kostas è quindi tornato a Boston con le registrazioni e ci ha lavorato in fase di missaggio negli studi Futura Productions. Oltre ad otto classici del repertorio popolare dell’Epiro, che spaziano dal lamento funebre alla proposta in musica di fiumi e villaggi, l’album include una sua composizione, “To Parapono tou Laouto”, omaggio a Andreas Fakos, suo primo insegnante di musica. Ogni brano ha il suo carattere distintivo e si dimostra occasione per un rinnovato ed espressivo dialogo fra i musicisti. 


Alessio Surian

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