Mare e Miniere XII Edizione. Seminari di Canto, Musica e Danza Popolare, Vecchia Tonnara, Portoscuso, 25 – 30 giugno 2019

Le prove per il concerto finale dei seminari
Nella scena nazionale che ogni anno scrivere la parola fine a qualche storica rassegna dedicata alla musica popolare, c’è fortunatamente qualche eccezione. E’ il caso di Mare e Miniere, festival itinerante che, per gran parte dell’anno, attraversa in lungo ed in largo il Sulcis-Iglesiente e che quest’anno ha tagliato il traguardo della sua dodicesima edizione, diventando un vero e proprio baluardo di resistenza culturale nel panorama musicale sardo. Il merito di questo risultato va ricercato certamente nella illuminata gestione da parte dell’associazione ElenaLeddaVox e della direzione artistica, curata da Mauro Palmas, che con grandi sforzi e non poca passione hanno saputo far fronte alla riduzione delle risorse economiche e alle diverse criticità che si nascondono nella pianificazione degli eventi culturali. Mare e Miniere, però, non è solo questo, anzi è qualcosa di più. Innanzitutto rappresenta un laboratorio culturale in costante fermento come dimostrano i tanti progetti speciali realizzati nel corso delle varie edizioni, gli eventi unici del cartellone di Muidas con concerti portati in scena in location suggestive ed ancora la programmazione sempre attenta alla valorizzazione non solo della cultura e della musica sarda ma anche di quella nazionale. Ulteriori punti di eccellenza di questa rassegna vanno ritracciati sia nella sua mission di ridare centralità ad un territorio di rara bellezza e fascino come il Sulcis-Iglesiente, sia nella sua ricaduta sul tessuto economico locale. 
Elena Ledda
L’unicità di Mare e Miniere risiede, però, nei Seminari di Canto, Musica e Danza Popolare, evento centrale del suo ricco ed articolato programma, andati in scena quest’anno dal 25 al 30 giugno nella Vecchia Tonnara “Su Pranu” di Portoscuso. Oltre un centinaio di corsiti, tra appassionati ed addetti ai lavori più esperti, provenienti da tutta Europa hanno affollato gli stages tenuti da artisti di grande levatura ed esperienza internazionale come Luigi Lai (launedds), Alessandro Foresti (canto corale), Elena Ledda e Simonetta Soro (canto popolare), Nicolò Bottasso (violino), Gigi Biolcati (body percussions), Marcello Peghin (chitarra) e Mauro Palmas (mandola). Attraverso lezioni frontali e prove pratiche, i partecipanti sono entrati in contatto con una visione del tutto nuova e moderna della musica popolare e bastava fermarsi per qualche minuto nelle varie classi per toccare con mano quanta attenzione e quanto interesse c’era per ogni singola lezione. Partendo dall’apprendimento dei canti tradizionali, i corsisti hanno avuto modo di approfondire tecniche vocali e strumentali ma soprattutto hanno concorso nel dar vita ad una vera e propria residenza artistica che è culminata nel concerto finale del 30 giugno, orchestrato dagli insegnanti della classe di musica d’insieme Alessandro Foresti, Nicolò Bottasso e Silvano Lobina. 
Peppe Voltarelli
La novità più rilevante di quest’anno è stato, senza dubbio, l'inedito laboratorio "Piccolo Manuale del cantautore: tra identità, dialetto e canzone" che ha visto salire in cattedra Peppe Voltarelli con le sue imperdibili lezioni che, dopo i concerti serali, riprendevano in piazza, fino a tarda notte. Nelle vesti di docente, il cantautore calabrese, con la sua inimitabile verve, ha catturato l’attenzione della sua classe accompagnandola in un viaggio attraverso la canzone d’autore tra aneddoti, storie e le immancabili battute al fulmicotone. Che dire, poi, del focus sulla tradizione sarda di Cuncordu e Tonore de Orosei i quali condotto i corsisti alla scoperta dei canti polivocali tra il repertorio sacro e quello profano, condividendo con loro il loro straordinario bagaglio esperienziale maturato in Italia ed all’estero. Ad affiancare le attività seminariali del mattino non è mancato, anche quest’anno, la serie di eventi serali aperta, martedì 25 giugno, dall’applauditissimo concerto dei Liguriani, impreziosito dalle imprevedibili ed imperdibili incursioni di Peppe Voltarelli. Il supergruppo ligure ha regalato al pubblico della Vecchia Tonnara un viaggio attraverso i suoni della tradizione rivierasca tra balli delle Quattro Province, canti di guerra ed estratti dagli antichi manoscritti conservati nel Duomo di Genova, con le cornamuse di Fabio Rinaudo e l’organetto di Filippo Gambetta a dialogare con i flauti di Michel Balatti, il violino di Fabio Biale e la chitarra di Claudio De Angelis. 
Gabriella Aiello e Mauro Palmas
Altro evento clou della cinque giorni sulcitana è stato il concerto che Elena Ledda ha tenuto mercoledì 26 giugno sul lungomare di Portoscuso e nel corso del quale ha proposto i brani tratti dal recente "Làntias", disco a cui è andato il Premio Blogfoolk Choiche - Disco dell'Anno 2018. Partendo proprio dai brani dell’ultimo lavoro come l’iniziale “Nora” e la struggente rilettura in sardo di “Ninna Nanna in Re” della cantautrice aversana Bianca d’Aponte, la cantante sarda ha dato vita ad un set di rara intensità nel quale non sono mancati alcuni brani del repertorio storico come “Pesa” e “Palchi no torri” da quel gioiello mai troppo apprezzato che è “Amargura”, il tutto impreziosito da eleganti arrangiamenti con le corde di Mauro Palmas e Marcello Peghin in grande evidenza, supportate dalla impeccabile sezione ritmica composta da Silvano Lobina al basso e Andrea Ruggeri alla batteria. Ad intercalare i vari brani e a comporre un ideale il fil rouge narrativo del concerto sono state le suggestive letture interpretate da Simonetta Soro, protagonista anche di un irresistibile duetto con Elena Ledda per sole voci, scioglilingua e filastrocche. Tra i vertici della serata la toccante versione in sardo di “Ojos Azules” e il canto antifeudale “Su patriottu Sardu a sos feudatarios”, meglio nota come “Procurade e moderare” introdotta da un ballo in versione strumentale con il mandoloncello di Palmas e la chitarra di Peghin assoluti protagonisti. 
Cuncordu e Tenore de Orosei
La terza serata, giovedì 27 giugno, ci ha regalato il doppio concerto di Luca Ciarla e Peppe Voltarelli. Il violinista molisano ha proposto l’ormai collaudato spettacolo Solorkestra nel quale ha presentato alcuni brani del suo repertorio, composizioni inedite e le superbe riletture di “Libertango” di Astor Piazzolla e “Via con me” di Paolo Conte. Al termine del set, Ciarla è stato raggiunto sul palco da Voltarelli ed insieme hanno proposto alcuni brani tra cui “Amara Terra Mia” di Domenico Modugno con il violino ad impreziosire la tenue linea melodica. Il cantautore calabrese ha, poi, guadagnato il centro del palco e tra brani del suo repertorio ed omaggi a Modugno, ha ricordato un suo amico originario di Portoscuso e con il quale aveva condiviso gli esordi a Bologna con una magnifica versione degli “Anarchici” di Leo Ferrè. L’appuntamento serale di venerdì 28 si è aperto all’insegna della lettura con la presentazione del libro “La Chiave dello Zucchero”, nuovo romanzo di Giacomo Mameli con la partecipazione dell’autore e di Ottavio Nieddu. A seguire è andato in scena “Agorà”, nuovo progetto realizzato da Mauro Palmas con la cantante romana Gabriella Aiello e Alessandro Foresti al pianoforte. Basato su un concept che ruota idealmente intorno ai suoni e alle musiche che popolano la piazza intesa come luogo di incontro ed interscambio umano e culturale, il concerto è stato costellato da una serie di momenti da ricordare da “Espero” e “Il Valzer degli increduli”, 
Alessandro Foresti, Gabriella Aiello e Mauro Palmas
tratti da “Palma de Sols”, l’ultimo disco di Mauro Palmas, alle eccellenti interpretazioni di “Te recuerdo Amanda” e “Tarantella del Gargano” in cui ha spiccato la voce di Gabriella Aiello e il breve spaccato che ha visto sul palco Cuncordu e Tenore de Orosei. La speranza è quella di poter vedere cristallizzato su disco questo progetto artistico che sembra avere un non comune spessore artistico. Ancora un doppio appuntamento ha caratterizzato sabato 29 giugno con la serata che è incominciata nella chiesa della Vecchia Tonnara con il concerto di Cuncordu e Tenore de Orosei che hanno proposto il repertorio sacro per proseguire sul palco con il repertorio di balli e serenate d’amore. A seguire hanno fatto irruzione le travolgenti sonorità gipsy della Baro Drom Orkestar che ha fatto ballare il pubblico con i brani tratti dal loro terzo album "Nisba". La rassegna si è conclusa domenica 30 giugno con il concerto finale dei partecipanti ai seminari e nel quale non sono mancante le sorprese con insegnanti e allievi protagonisti in scena. Concludendo non possiamo non sottolineare la bella atmosfera che ha pervaso i giorni trascorsi a Portoscuso con i partecipanti ai corsi che hanno avuto modo di confrontarsi costantemente con gli artisti arricchendo il proprio bagaglio culturale e musicale, coniugando l’esperienza formativa con il piacere di un bagno a “Sa caletta”, piccola spiaggia accessibile dal centro del paese.


Salvatore Esposito

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