The Waifs - Live From The Union of Soul (Compass/Jarrah/MGM)


A dispetto delle eccezionali performance dal vivo dei Waifs di cui si era sentito parlare un gran bene in occasione della loro partecipazione come opener di Bob Dylan, i dischi in studio di questa promettente band ci avevano lasciato sempre un po’ perplessi. Questo nuovo album dal vivo, Live From The Union Of Soul, è così l’occasione giusta per scoprire come le potenzialità di questa band emergano a pieno proprio dal vivo, infatti le loro canzoni sul palco vivono una nuova vita rispetto ai dischi in studio e acquistano una rinnovata freschezza. L’intreccio di chitarra, banjo e armonica, diventa la base di un sound brillante e perfetto per il loro storytelling folk rock che trova la sua massima espressione nella splendida London Still. Nel corso dei quattordici brani presenti in scaletta abbiamo modo di scoprire la grande versatilità sonora di questa band che si dimostra perfettamente a suo agio a passare dal rock al folk fino a toccare il bluegrass. Tra i brani migliori vale la pena citare Sundirtwater dall’album omonimo del 2007, l’eccellente Downroads che insieme a Rescue rappresenta i due momenti più romantici del disco, ma anche le introspettive versioni acustiche di Sweetest Dream e Stay. Non meno interessanti sono I Remember You, un brano old time velato di jazz, ma anche il blues di Nashville Country Blues e il bluegrass di When I Die. Un discorso a parte lo merita la splendida un classico della From Little Things di Paul Kelly, qui rivista con la partecipazione di John Butler. Insomma se volete veramente capire di che pasta sono fatti i Waifs meglio affidarvi ad un disco dal vivo, piuttosto che ad uno in studio, sul palco questi ragazzi svelano tutto il loro talento, non c’è che dire.
Salvatore Esposito