Raffaella Aprile – Papagna (AnimaMundi)

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Raffaella Aprile, è una delle voci che ha fatto la storia della musica di riproposta salentina per essere stata parte di uno dei gruppi di punta degli ultimi anni come Officina Zoè, ma anche per essere stata parte dell’Orchestra della Notte della Taranta durante la direzione di Ambrogio Sparagna. Il suo percorso musicale è stato caratterizzato da una intensa attività di ricerca e da ultimo prezioso è stato il suo contributo alla colonna sonora del docu-film Radio Egnatia di Davide Barletti. A coronamento di questo intenso cammino artistico, Raffaella Aprile ha di recente pubblicato Papagna, il suo album di debutto come solista, che la vede impegnata anche nella doppia veste di produttrice di se stessa. Ad affiancarla troviamo alcuni dei migliori musicisti salentini come Emanuele Licci (chitarra, bouzuki e voce) e Cosimo Romano, che hanno curato con lei gli arrangiamenti, Michela Bruno (tamburelli), Giancarlo Paglialunga (percussioni e tamburello) e Francesco Abbatiello (basso) e alcuni ospiti come Enza Pagliara, Antongiulio Galeandro, Silvia Gallone, Marco Marinelli, Marco Tuma, Cristiano Costantini, Mario Rugge. Il disco presenta nove brani che spaziano dalle pizziche, ai canti d’amore, passando attraverso canti di lavoro e stornelli. Ad aprire il disco è la pizzica di Malidettu Lu Cinquanta, un tradizionale ripreso direttamente da Puglia: The Salento, ovvero la storica raccolta di field recordings di Alan Lomax e Diego Carpitella. Segue poi Òria mu, un’altra pizzica a cui sono stati adattati anonimi versi poetici in griko, e di cui la Aprile offre una splendida versione, ponendo grande attenzione tanto all’aspetto vocale quanto a quello ritmico. Non mancano alcuni brani più leggeri come gli stornelli conviviali di Cuccuruccù o come la splendida filastrocca Lu Zinzale, resa in una versione particolarmente accattivante dal punto di vista strumentale. Eccellenti sono anche la riproposta di Canaja, una delle canzoni cantate a San Francesco, il vecchio carcere e giunta a noi nella versione di Niceta Petrachi detta La Simpatichina, e il canto d’amore De Notte, costruito sulla base di un aria tradizionale. In un crescendo di emozioni, la Aprile ci regala poi la splendida Fei?, una poesia anonima in griko, da lei stessa musicata in collaborazione con Antongiulio Galeandro e caratterizzata da fascinose atmosfere latine. Chiudono il disco la travolgente pizzica di Aradeo e un altro canto della tradizione delle carceri, la splendida Catarinella dal repertorio degli Zimba di Aradeo, nota anche nella versione degli Ucci con il titolo di Cesarina. Papagna è un disco affascinante, nato da un intenso e rigoroso lavoro di ricerca, ma soprattutto realizzato con grande rispetto per la tradizione, che emerge attraverso questi nove brani in tutta la sua forza.



Salvatore Esposito

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